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Allarme del Codacons: “Catanzaro è in vendita”

“Con la cultura non si mangia”, in questo paese finanche un Ministro soleva ripeterlo.

Evidentemente a Catanzaro avranno fatto tesoro di quella stupida affermazione, atteso che è in atto una gigantesca dismissione del patrimonio pubblico.
Ovviamente la definiscono “valorizzazione” – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – anche se ha tutta l’aria di essere una gigantesca svendita, magari a beneficio dei soliti noti.
Edifici e beni che dovrebbero essere l’attrattiva della città … finiscono all’asta.
A far indispettire il Codacons è la “svendita” della Caserma “Triggiani”, situata nel pieno centro cittadino e ceduta dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ad INVIMIT SpA, una società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Società che sta procedendo, attraverso l’Agenzia del Demanio, alla totale ristrutturazione dell’immobile.
Si tratta di oltre ottomila metri quadrati collocati tra Villa Trieste ed il Palazzo Municipale e che comprendono anche l’edificio che ospita il più antico Museo cittadino.
Per chi non lo sapesse, l’ex caserma “Triggiani” non è altro che il Monastero di Santa Chiara, il più antico della città di Catanzaro, realizzato nel lontano 1294 su iniziativa dei conti Ruffo.
Stante l’evidente interesse culturale, storico ed artistico del Monastero di Santa Chiara – sostiene Francesco Di Lieto – abbiamo ritenuto doveroso formalizzare una istanza di accesso per conoscere “se nell’atto di dismissione la Provincia di Catanzaro abbia indicato a INVIM Investimenti Immobiliari Italiani Sgr SpA i vincoli di interesse storico, culturale ed artistico del complesso “ex Triggiani”.
Non vorremmo venisse distrutta la “storia” della città.
Il Codacons ha altresì richiesto l’intervento della Sovrintendenza per verificare l’esistenza di vincoli sul complesso “Ex Triggiani” al fine di intervenire, immediatamente, per “tutelare, conservare, proteggere e valorizzare un bene di interesse storico, artistico e culturale unico per la città di Catanzaro”.
L’Associazione ha anche depositato un esposto in Procura affinché siano adottate tutte le opportune iniziative tese a reprimere illeciti ed abusi eventualmente posti in essere nel corso delle opere di ristrutturazione.
Questa vicenda, purtroppo, ci dimostra, ancora una volta – concludono dal Codacons – il disprezzo per la storia e la cultura di Catanzaro ed il totale disinteresse per quell’enorme patrimonio che abbiamo ereditato.

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