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Asp Catanzaro: Codacons insiste sugli obiettivi di piano

Anche per il 2018 l’Asp di Catanzaro ha ricevuto circa 7milioni di euro per innalzare gli standard di qualità ed efficienza e superare le differenze con le altre aree del paese.

Anche per il 2018 dette risorse vincolate al raggiungimento degli obiettivi di qualità ed efficienza sono finiti sostanzialmente tutti al personale.
Con delibera nr. 24 dello scorso 9 gennaio, infatti, si è proceduto ad esaminare le attività svolte nell’ASP di Catanzaro alla data del 31 dicembre 2018.
Attività, come precisato, finalizzate a raggiungere gli obiettivi di piano per l’anno 2018.
Sbirciando l’allegato alla predetta delibera – afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – si evince che l’Azienda Sanitaria ha suddiviso, senza alcuna rendicontazione, l’importo di 6.908.301,43 euro.
Di questa somma il costo del personale ammonta a 6.805.613,00 euro, ovvero il 98,5%.
Nella citata delibera – prosegue Di Lieto – non vi è nulla che confermi il raggiungimento degli obiettivi di piano finalizzati al miglioramento dell’erogazione dei LEA.
Argomento di stringente attualità, atteso che proprio qualche giorno addietro, la Calabria ha ottenuto il triste primato di “ultima regione per i livelli essenziali di assistenza”.
La scelta di assegnare tutti i fondi al personale, appare una decisione che, a lungo termine, non porta benefici, a differenza di quanto avverrebbe con l’acquisto, ad esempio, di attrezzature finalizzate a ridurre le liste d’attesa.
Insistiamo nel chiedere un incontro con il neo commissario Cotticelli – si legge nella nota del Codacons – per comprendere perché dalla delibera nr. 24/2019:
• Non viene attestato se gli obiettivi siano stati (o meno) raggiunti;
• Quanti e quali Dirigenti e Dipendenti abbiano partecipato al raggiungimento degli obiettivi;
• Chi ha positivamente valutato le attività svolte;
• Se il lavoro per il raggiungimento degli obiettivi è stato effettuato fuori orario ovvero durante il servizio.
Perché laddove fosse stato svolto fuori-orario, vorremmo capire se i dipendenti, i cui nomi sono sconosciuti, abbiano goduto anche di una gratifica per lavoro straordinario. Praticamente pagati due volte.
Tanto perché negli atti pubblici i nostri interrogativi – continua Di Lieto – non trovano risposta alcuna.
In ogni caso restiamo con il dubbio sui “reali benefici ricevuti dai malati”.
Che nessuno se ne abbia a male, in fondo avere dei dubbi non fa male, se pensiamo che Tommaso Didimo, proprio per nutrire dubbi, viene oggi venerato come Santo.
Rimaniamo, quindi, in attesa di essere ricevuti dal neocommissario Cotticelli – conclude Di Lieto – per ricevere adeguate spiegazioni nonché per fornire documenti che legittimano tutte le nostre preoccupazioni.

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