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Milano, anno 2018: ‘Non si affitta a meridionali ed extracomunitari’

Che si tratti di un punto di arrivo per chi vuole perfezionarsi, valorizzare la propria professionalità o una costrizione dettata dalla povertà del proprio territorio, poco cambia.

Milano resta il simbolo di un “nord” che ancora oggi accoglie tanti meridionali che, per un motivo o per l’altro, sono costretti a lasciare la loro terra.

Nell’epoca di internet e in cui persino la Lega sembra aver deposto l’ascia di guerra nei confronti del Sud, accade che il Paese continui a scoprirsi spaccato.

Lo ha scoperto suo malgrado uno chef pugliese che non voleva altro che visionare un monolocale per andare a viverci.

Ventisette anni, un reddito garantito, un tranquillo e soddisfacente lavoro da chef.   Un profilo non abbastanza rassicurante per il proprietario milanese di una casa che, dopo averne ignorato la richiesta, lo ha liquidato con una frase che fa riflettere.

“Non affito ad extracomunitari e persone Sud Italia”, una risposta che è nel pieno diritto di chi la fornisce, ma che fa riflettere su tante cose.

Ecco la sua testimonianza apparsa in un lungo post Facebook:

Quello che mi è successo qualche giorno fa è una cosa molto grave, anche se non ha leso la mia sensibilità, avrebbe potuto scalfire quella di qualcuno che si fosse trovato ad aver a che fare con questo individuo. Come molti di voi miei amici sapranno, sono a Milano da quasi due mesi in cerca di una sistemazione come tante persone in questa grande città, senza trovare una soluzione mai valida, dopo tante porte in faccia ricevute e tante negazioni, ricevi come ben servito, una risposta simile da una persona stupida e razzista, che ti fa rabbrividire solo al pensiero che al giorno d’oggi ci siano ancora queste “classificazioni razziali”; nonostante probabilmente si trattasse di un profilo “fake”, ho ritenuto fosse giusto “denunciare” su tutti i gruppi per affitti di Milano questa persona in cui sono presenti più di 300.000 membri, perchè ad ogni modo c’è qualcuno dietro ad uno schermo che si è divertito e si diverte a ledere la sensibilità di persone che sono in cerca di “sogni” fuori casa come me. Quello che ne è scaturito è stato qualcosa di impensabile, si è creato un vero e proprio movimento solidale nei miei confronti, i post hanno ricevuto qualcosa come 3000 interazioni, e ovviamente ci sono state anche delle “voci fuori coro” che si sono distinte per aver appoggiato quello che sosteneva questa persona rispondendomi in quella maniera. Ho ricevuto messaggi di conforto, di scuse da persone che in realtà non c’entravano niente, offerte per stanze e case, proposte di unione per cercare una casa in comune, sono stato contattato da diverse testate giornalistiche e da programmi televisivi per raccontare dell’accaduto; tutto questo mi ha fortemente emozionato, tanto che mi è quasi sfuggita la situazione dalle mani.
Con questo post volevo ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine, che hanno avuto un pensiero carino nei miei confronti, che mi hanno aiutato, ma soprattutto far luce su quella che era la mia “denuncia”, ovvero il caso singolo e non fare di tutta l’erba un fascio, perchè ho purtroppo letto molte discussioni tra i vari post in cui c’è chi sosteneva che tutte le persone settentrionali e di Milano agiscono in questa maniera o che tutto funziona grazie a noi meridionali emigrati al nord; assolutamente NO! Sarei un ipocrita nel dichiarare questo, a Milano si vive benissimo e ci sono molte persone per bene pronte ad aiutarti come mi è capitato di incontrare. In ogni posto ci sono e ci saranno sempre delle persone che non penseranno alla tua situazione e ti feriranno, sempre e ovunque, da nord a sud, da est a ovest, da Bari a Milano, da Torino a Lecce per passare a Roma. E’ una storia vecchia come il mondo, una difficoltà che probabilmente non riusciremo mai a risolvere.
L’importante è andare avanti e non pensare a chi vorrà metterti il bastone tra le ruote come è successo a me in questa occasione, ma tacere e andare avanti, perchè se vengo chiamato “TERRONE”, per me non è uno sfottò o un insulto, mi stai semplicemente INORGOGLIENDO e rendendo ancor più fiero delle mie solide origini, ma una cosa è certa: DENUNCIARE, perchè bisogna il più possibile emarginare questi casi, sempre e comunque.
Vi ringrazio per aver perso 5 minuti della vostra vita per leggere questo lungo papiro, ma è uno sfogo che volevo condividere, buona vita a tutti!!”.

 

 

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