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Regione, lavori della terza Commissione; stato di attuazione riforma Welfare

Lo stato di attuazione della riforma sul Welfare, alla presenza dell’assessore al Lavoro e welfare, Angela Robbe, al centro dei lavori della terza Commissione “Sanità, attività sociali, culturali e formative”.
Il lungo dibattito ed approfondimento si è concluso con la proposta del presidente Michelangelo Mirabello – accolta dall’organismo consiliare – di dare mandato ai consiglieri Gallo e Greco di formulare un testo condiviso di sintesi delle due mozioni sulla materia a firma degli stessi consiglieri, contenente le proposte per il superamento delle criticità che da lunghi anni coinvolgono il mondo del welfare e dei suoi bisogni.
“Siamo soddisfatti per il clima costruttivo che si è creato fin da subito rispetto ad una questione complessa e segnata da ritardi atavici della nostra regione- commenta Mirabello-. I contributi delle associazioni di categoria e le soluzioni che la Giunta regionale sta mettendo in campo relative ai pagamenti e alle convenzioni con le strutture socio-assistenziali, così come ha riferito l’assessore Robbe, sono passaggi importanti che muovono verso un nuovo percorso di rivisitazione delle procedure. La necessità è ripristinare e normalizzare al più presto, dopo i tanti stop subiti, un sistema fondamentale quale quello del welfare ed è altrettanto importante che il Consiglio sia investito della problematica. Da qui, la scelta di affidare ai colleghi Greco e Gallo la formulazione di un testo che sia condiviso dai componenti della terza Commissione e successivamente dall’Aula. Con lo stesso spirito – conclude Mirabello- abbiamo in animo di prevedere una serie di audizioni con la partecipazione di Ancical ed Upi per un ulteriore approfondimento della problematica, unitamente a tanti altri soggetti del settore”.
Infine, la Commissione ha approvato la proposta di legge n.295/10^ di iniziativa del consigliere Morrone sulle “Norme in materia di tutela delle professioni per attività espletate per conto di committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”.  
“L’obiettivo- spiega Morrone- è porre un freno alle difficoltà dei liberi professionisti, sia ad incassare quanto dovuto sia per impedire il ricorso a metodi di pagamento poco ortodossi. Senza un intervento immediato, il rischio è l’impoverimento delle libere professioni e una elusione fiscale sempre più marcata”.

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