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Grande tour in Europa per Giorgio Conte e Peppe Voltarelli

Grande successo per Giorgio Conte e Peppe Voltarelli che con il prezioso contributo di Alessandro Nidi al pianoforte hanno da poco terminato la loro tournée in Francia Belgio e Lussemburgo con numerosi sold-out. Peppe Voltarelli apre lo spettacolo con un set di circa 45 minuti in cui suona 10 canzoni privilegiando quelle di “Ultima notte a MalaStrana” album pubblicato in Francia dall’etichetta Chant du Monde poi “La zattera”   e “Il monumento” e  “gli anarchici”  per l’omaggio a Leo Ferrè. Voltarelli lascia il palcoscenico alla verve ironica e pungente di Giorgio Conte che preceduto da Alessandro Nidi al pianoforte,  da vita a un set spumeggiante e poetico pieno di aneddoti e di successi da “Deborah” (terza a Sanremo nel 1968 cantata da Fausto Leali) e “Gne Gne” da “Una giornata al mare” a “Non sono Maddalena” (portata al successo da Rosanna Fratello negli anni 70). Poi Giorgio richiama Peppe Voltarelli sul palco per un finale scoppiettante in trio e il pubblico lascia la sala cantando e battendo le mani al ritmo delle “Mongolfiera”. Il tour ideato e organizzata da Rambaldo Degli Azzoni di Storiedinote.fr ha avuto la collaborazione  di organizzazioni Italiane come L’Aquilone di Liegi la rivista Radici a Tolosa, Passaparola Magazine e Travel Music Agency a Lussemburgo e Nicoletta Voltarelli a Bruxelles. Che hanno supportato l’evento con grande entusiasmo coinvolgendo la critica e i media locali. Questa bella esperienza artistica ha dimostrato che in Francia  il pubblico ha un grande  interesse verso la musica italiana e che è attratto da canzoni e contenuti in lingua italiana soprattutto se sono condite da sottile ironia e grande intensità interpretativa. Anche recenti esperienze in Francia con un altro cantautore italiano di grande spessore, come Pippo Pollina, hanno dimostrato che il pubblico francofono può appassionarsi fortemente della canzone italiana di qualità e che, con un’unione di intenti e di motivazioni da parte di artisti e promotori culturali italiani, potrebbe essere creata una valida filiera per diffondere la musica italiana di qualità nell’ «Hexagone».

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