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CISL Cosenza: “risultati veramente devastanti di Scura”

La “missione” del commissario alla Sanità calabrese Massimo Scura sembra essere giunta al capolinea dopo i risultati veramente devastanti: malati sballottati come pacchi postali da un ospedale all’altro se non addirittura da una provincia all’altra; servizi dimezzati e in alcuni casi del tutto eliminati; la chiusura di ospedali di fondamentale importanza specialmente per la loro ubicazione: zone montane e non,  rendendo difficile e lontano, a volte si devono percorrere  più di cento chilometri ,  raggiungere la più vicina struttura ospedaliera che possa accogliere chi ha bisogno di cure necessarie per salvare una vita umana; l’emigrazione dei calabresi che necessitano cure e assistenza verso altre regioni del Nord del Paese è un vero dramma (la Calabria con i soldi che spende a far curare i suoi cittadini fuori potrebbe mettere in piedi la migliore squadra medica in circolazione, servire al meglio i propri pazienti e attrarre quelli di altre regioni), con tutte le conseguenze che essa comporta sotto tutti gli aspetti sia umani che economici; e per ultimo l’infausta decisione, che risale ai primi giorni di questo mese, di sospendere i pagamenti per le prestazioni erogate e il taglio del budget di 20 milioni per le strutture accreditate, che sta rendendo la vita veramente drammatica ai calabresi che devono curarsi, rivolgendosi agli ospedali pubblici, con delle attese che vanno a finire alle calende greche, altrimenti ricorrere alle strutture private a pagamento, sempre per chi la possibilità di farlo.

Una situazione che tante volte questa organizzazione sindacale ha denunciato attraverso il Segretario Generale  Tonino Russo, spesso nel silenzio e nella solitudine della politica e delle istituzioni.

L’iniziativa del deputato pentastellato, Francesco Sapia, di sollecitare al ministro della Salute, la siciliana Giulia Grillo, di licenziare Scura non può che trovare la piena condivisione da parte della Cisl cosentina, che ormai da anni – diciamo poco dopo la decisione del ministro Lorenzin del governo Renzi, marzo del 2015, di inviare in Calabria Massimo Scura a gestire la sanità calabrese – si batte affinché il commissario sia licenziato. Come si suol dire meglio tardi che mai!

Il compito di Scura che era quello di risollevare le sorti della sanità calabrese, con un piano di rientro, è stato un totale fallimento dove il debito è aumentato a dismisura, il prolungamento delle liste di attesa, che se va bene supera i dodici mesi, peggioramento dei servizi che dovrebbe erogare, ha aggravato, rendendola insostenibile, la situazione dei calabresi bisognosi di cure, con delle decisioni fuori da ogni logica sia economica che sociale.

Il commissario Massimo Scura non è stato neanche in grado di rendere produttivo il patrimonio di immobili e terreni di proprietà delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere calabresi che supera il miliardo di euro che versano nel completo abbandono e in alcuni casi utilizzati per fini privati, al contempo si spendono quasi tre miliardi di euro per strutture in locazione passiva.

A questo punto si spera che la scelta del management avvenga all’insegna dell’esperienza e della competenza, in un settore primario per la salute dei calabresi, e possibilmente non deve essere necessariamente di Gallarate, Monza o Brescia. Anche in Calabria vi sono dei giovani e meno giovani manager con comprovata esperienza e competenza che possano gestire un settore vitale come la sanità.

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