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Klaus Davi

‘Ndrangheta Klaus Davi: “Boss gestiscono case popolari in Calabria”

“L’assegnazione delle case popolari in alcuni quartieri di Reggio Calabria è gestita da due boss facenti capo ai clan Condello e Tegano” – afferma Klaus Davi.
“Sono loro che decidono quali appartamenti devono essere occupati, con la complicità di alcune persone delle istituzioni locali. Intere zone della Calabria sono così ‘extra stato’ e totalmente in mano alla criminalità che gestisce pezzi di Welfare. Lo rivela un’inchiesta di Klaus Davi realizzata in collaborazione con il network regionale RTV e con la partecipazione di Alberto Micelotta. Un malcostume diffuso, visto che la Procura di Reggio Calabria sul tema delle case popolari aveva già messo a fuoco una situazione simile a Locri con l’inchiesta denominata “Mandamento”. Secondo l’indagine portata avanti, tra gli altri, dal pm Antonio Di Bernardo, il clan Cataldo smistava le case comunali nella cittadina calabrese.
Molto simili i meccanismi a Reggio Calabria. Davi, a proposito, ha sentito un testimone che svela: “Se vuoi impadronirti di una casa a Reggio Calabria basta che ti rivolgi a uno di loro e ti danno la benedizione. Nessuno osa intervenire. Lo fanno anche grazie a una funzionaria corrotta che prende a sua volta tangenti. Ci sono molti appartamenti chiusi e molti che stanno dando con il solito metodo, assegnando le unità abitative a persone compiacenti che risultano convivere con gli interessati. Dopo un tot di tempo l’intestatario lascia l’appartamento e tu resti dentro. Questo va avanti da circa 20 anni. Il marito della funzionaria è quello che comanda tutte le cose ad Archi”.
Nell’inchiesta si svela anche che le riunioni di ‘Ndrangheta ad Archi si svolgono quotidianamente e che vi partecipano appartenenti ai vari clan per decidere le strategie criminali e, inoltre, si fa riferimento a un matrimonio che avrebbe suggellato nuove alleanze.
Infine dalle dichiarazioni emerge anche che una saletta sarebbe gestita dal noto killer della ‘Ndrangheta Gino “La Belva” Molinetti e dai suoi figli per nascondere armi e merce rubata e dove inoltre si giocherebbe d’azzardo”.

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