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Piero Mazzocchetti

La Calabria “strega” Mazzocchetti. Il crossover torna al “Rendano” con il suo live

di Grazia Candido – La Calabria ce l’ha nel cuore e dopo la tappa a Reggio Calabria lo scorso 23 Dicembre dove si è esibito con uno splendido concerto natalizio al teatro “Cilea”, Piero Mazzocchetti, cantante crossover lirico, terzo classificato al Festival di Sanremo 2007, ritorna il 16 Marzo al “Rendano” di Cosenza con lo spettacolo “Tonight” per attraversare 80 anni di musica italiana e straniera.
La Calabria ha “stregato” anche lei?
“Effettivamente sì, mi sono innamorato della vostra bellissima terra. Sono contento che il concerto fatto a Reggio Calabria abbia stretto questo legame con un popolo caloroso. Ricordo ancora, l’atmosfera magica di quella sera e l’affetto del pubblico che ha allietato le mie feste di Natale. Amo il mio lavoro e non lo faccio per raggiungere o rimanere sempre sulla cresta del successo anche perché il successo, a volte, può diventare una malattia. Non sono uno di quelli che vive la mondanità, non faccio televisione per promuovere la mia immagine ma la faccio quando ho qualcosa da raccontare e ho un progetto da condividere col pubblico. Ho sempre usato i mass media per promuovere la mia musica non la mia faccia”.
Parliamo del concerto in programma al teatro “Rendano” di Cosenza. Ci anticipi qualche chicca.
“Sarà un viaggio nella musica, un omaggio alla musica italiana e internazionale partendo dagli anno ’40 con “Parlami d’amore Mariù” per poi arrivare ai grandi della musica come Frank Sinatra, Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Domenico Modugno all’indimenticabile Mino Reitano. Ci saranno anche brani del mio repertorio e il nuovo singolo “La via del cuore” con il quale abbiamo raggiunto 110 mila visualizzazioni in 2 giorni su Youtube. E’ un concerto trasversale che piace ad adulti e ragazzi e le coreografie sono della splendida ballerina reggina Grazia Cundari che ha girato con me anche il video “La via del cuore”.
Con la sua musica, il crossover, è riuscito a coinvolgere tanti giovani avvicinandoli ad uno stile abbastanza complesso.
“Il video della canzone “La via del cuore” che parla della vita, dei sentimenti, è piaciuto tanto ai giovani. Ognuno di noi ha un destino già segnato e, a mano a mano, che viviamo ci si presenta il conto fatto di amore, passioni, delusioni, frustrazioni. Tocca a noi essere sereni e affrontare tutto ciò che ci accade. La canzone è anche un messaggio per i giovani che pensano di non avere futuro invece, ognuno ha un disegno di vita. Purtroppo, spesso, non si è preparati ad affrontare le cose. Ci si lascia andare alle negatività e a causa di queste, non si riesce a salire su quel treno che passa una sola volta nella vita”.
Fa mai bilanci sulla sua vita?
“Sempre. Il 23 Marzo compirò 40 anni e questa è un’età che, per forze maggiori, sei costretto a tirare le somme, a vedere quante cose sono cambiate. Capisci gli errori che hai fatto, che non devi ripetere e dai quali trarre insegnamento”.
Abbiamo conosciuto grazie a “Tale e Quale Show” un Mazzocchetti poliedrico, capace di vestirsi e svestirsi del suo crossover.
“A “Tale e Quale” ho voluto dimostrare che un artista come me, si può mettere in gioco anche con la musica leggera. A volte, i cantanti di crossover sono considerati “bacchettoni” perchè, avendo una vocalità prorompente, non si abbassano alla popular music ma per me non è così. Non sono solo un cantante ma un comunicatore che usa la musica come un linguaggio universale. La musica parla a tutti, è l’unico linguaggio che non ha barriere politiche, religiose, sociali, ideologiche. Quindi, perché non usarla per lanciare messaggi che possono migliorare la nostra società?”.
Cosa prova quando sale sul palco?
“Ho sempre un po’ di ansia all’inizio perché rispetto tanto il palcoscenico, il pubblico. Una volta superate le paure, mi affido alla mia anima iniziando uno scambio emozionale alla pari con gli spettatori. Sino a quando avrò qualcosa da raccontare e mi emozionerò, salirò sul palco e darò tutto me stesso. Quando non ci sarà più nulla di questo, scenderò e abbasserò le luci perché il vero artista deve dare allo spettatore emozioni e non frustrazioni. Deve donarsi e donare qualcosa di unico che, per me, è racchiuso, in una sola parola: musica”.

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