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Max Giusti al Cilea
Max Giusti al Cilea

Reggio Calabria – Sfida superata per Max Giusti: sold-out per la prima dell’Oda

di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Il suo obiettivo principale era di far ridere, di regalare un repertorio rompendo la quarta parete e, a distanza di qualche ora dal suo One man show, possiamo dire che c’è riuscito eccellentemente. L’attore romano Max Giusti, a lui il difficile compito di aprire ufficialmente la nuova stagione dell’Officina dell’Arte al teatro Cilea, con il suo “Cattivissimo Max” un racconto scritto con Marco Terenzi e Giuliano Rinaldi, fatto di aneddoti e ricordi su una televisione passata e presente, stupisce e strega il pubblico reggino siglando un meritato sold-out. Tra ricordi e attualità, tra risate e momenti di sana riflessione, il mattatore Giusti sfodera un repertorio artistico che ripercorre la storia del suo primo bacio a quella delle abitudini dei suoi genitori ai classici personaggi che lo hanno reso popolare in tv. Prima di iniziare la sua accurata “analisi” mediatica sui programmi che tengono inchiodati gli spettatori davanti alla televisione, il “cavallo di razza”, pur avendo uno strappo muscolare al quadricipite destro, un po’ zoppicante, scende in platea prendendo in giro gli spettatori con improvvisazioni che lasciano davvero senza fiato. Perché con quel ragazzo di 49 anni si ride tanto senza cadere mai nella volgarità e si ride di gusto, ininterrottamente per oltre due ore, anche grazie alle interazioni di un simpaticissimo Max non sempre “politically correct”. Lo strabordante carrozzone mediatico inizia con la signora della televisione, Maria De Filippi e i suoi programmi di punta: “Uomini e donne”, “Amici”, “C’è posta per te” anche se nessuno viene risparmiato dalle battute taglienti del “giustiziere” Giusti accompagnato al piano nel suo racconto dal maestro Vittorio Iuè. E’ tutto un “work in progress” dove Max non solo fa salire sul palco personaggi come Terence Hill nei panni di Don Matteo, Elton John, Cristiano Malgioglio, gli U2, incantevole medley di Califano, Boy George, Ligabue, Tozzi, Al Bano, Bertoli ma improvvisa gag rispolverando anche un repertorio religioso locale per “svegliare”, ma non ce n’è assolutamente bisogno, un pubblico per nulla addormentato anzi pronto a raccogliere la sua provocazione cantando insieme a lui le sigle dei cartoni animati e l’inno popolare della Vergine Consolatrice del popolo reggino. “Cattivissimo Max” non è un semplice spettacolo, ma un One man show che fa ridere e riflettere. Soprattutto, quando Max con molta disinvoltura parla degli anni Novanta, delle discoteche in cui non si riusciva ad entrare, dei primi balli con le fidanzatine, dell’estate a mare sotto l’ombrellone e “la fuga alle 10,59 per il primo bagno dopo aver ampiamente digerito per oltre 4 ore un solo biscotto”, del rapporto tra San Paolo e i Corinzi e “per quante lettere ha inviato, se il Santo avesse avuto le e-mail lo avrebbero chiamato Spam-Paolo”. Insomma, Max fa dell’imitazione un’arte usata sapientemente per creare un’analisi un po’ cinica e spietata dell’attualità ma sempre con il sorriso sulle labbra. Come un bravo corridore, Giusti è sul rettilineo d’arrivo pronto a lasciare la staffetta ai suoi colleghi dell’Officina dell’Arte che dovranno proseguire la stagione messa in campo, ma prima di andare via dopo aver accontentato la richiesta di uno spettatore al quale mancava la presenza del presidente della Lazio Claudio Lotito, si congeda scendendo in sala tra il suo pubblico per ringraziare “l’Officina dell’Arte che per la prima volta mi ha permesso di venire in questa bella città, in questo meraviglioso teatro. So lo sforzo che fanno per programmare una stagione teatrale e le difficoltà economiche che ci sono dietro per garantire spettacoli di livello – afferma l’attore Giusti – Nel mio piccolo, posso raccontare ai miei colleghi che ne vale la pena venire qua e che questa bella realtà dell’Officina dell’Arte va assolutamente aiutata”. Il pubblico si alza in piedi lasciandosi andare in un lungo e caloroso applauso che, in un certo senso, premia l’istrionico Giusti ma anche il team Piromalli-Malaspina “folli” sognatori che, anche oggi, possono tranquillamente scrivere sul loro libro bianco dei sogni “buona la prima 2017”.

Max Giusti al Cilea (3)
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Max Giusti al Cilea (5)
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Max Giusti al Cilea (8)
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