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Reggio Calabria, Ordine dei medici: “Sicurezza in corsia, interventi concreti”

“Siamo contenti che dopo il gravissimo episodio verificatosi nella sede di una guardia medica, a Catania, il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin si sia preoccupata delle condizioni di sicurezza in cui si trovano ad operare i medici nella regione Sicilia”. E’ quanto dichiara in una nota l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria che in merito aggiunge: “Ricordiamo che, negli anni passati, in seguito a molteplici aggressioni ed intimidazioni a carico di personale medico, sia degli ospedali che delle guardia mediche e del 118 della nostra provincia, abbiamo inviato numerose lettere alle autorità preposte ed abbiamo effettuato diversi incontri in Prefettura.
Il problema, nonostante ciò, continua, però, a ripetersi ed è proprio di questi giorni la notizia che un energumeno, al Pronto Soccorso di Locri, si è scagliato con calci e pugni verso il personale sanitario con l’infermiere di turno che ha riportato la peggio. L’episodio, avvenuto al nosocomio locrese, si inserisce in una sequenza interminabile di minacce, intimidazioni, aggressioni e violenze che hanno caratterizzato, purtroppo, gran parte dei presidi sanitari provinciali da Polistena a Siderno, da Locri a Gioia Tauro, da Melito Porto Salvo a Reggio Calabria. Nonostante tutto ci chiediamo cosa sia stato fatto sino ad oggi, a distanza di così tanto tempo, per permettere al personale sanitario di operare in serenità e sicurezza.
Auspichiamo, quindi, che l’ispezione disposta dal Ministro della Salute, si estenda anche alla nostra provincia.
Infatti, la situazione che si appalesa ci lascia sconfortati dal totale immobilismo, se non anche indifferenza, che regna dinnanzi a questa escalation criminale e preoccupati per l’incolumità del personale medico e paramedico. Ad oggi, i nostri appelli, sono caduti nel vuoto e riteniamo che oltre ad esprimere la nostra assoluta solidarietà a coloro che, loro malgrado, sono incappati in questi spiacevoli episodi, è doveroso rinnovare il ricordo di quei medici che, nella nostra Regione, negli anni passati, sono caduti sul campo vittime di una atroce ed incontrollata violenza.
C’è anche un problema culturale che, certamente, non potrà essere risolto dall’oggi al domani ma sul quale è necessario che tutta l’opinione pubblica rifletta. Medico e paziente sono alleati e non nemici ed insieme devono operare per raggiungere l’agognata alleanza terapeutica.
Tutto ciò crea un clima di sfiducia e diffidenza nei pazienti che si tramuta spesso ad identificare nel medico, che in verità rappresenta ultimo baluardo alla sanità, il capro espiatorio con il verificarsi di un numero sempre crescente di episodi di violenza nelle corsie.
Tuttavia, alla luce delle ultime dichiarazioni del Ministro Lorenzin, sul caso avvenuto in Sicilia, ci auguriamo che, finalmente, dei provvedimenti tangibili e concreti vengano adottati anche nei presidi sanitari della Calabria. Al contempo esprimiamo vicinanza e solidarietà agli operatori sanitari del Pronto Soccorso di Locri che, da ultimi, sono stati toccati da questa insensata spirale di violenza”.

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