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Zoccali vince contro Regione, Oliverio: “Uomo di Scopelliti non poteva restare lì”

 Il tribunale di Catanzaro, giudice del lavoro Anna Maria Torchia, ha condannato la Regione Calabria a pagare gli emolumenti che l’ex dirigente voluto da Giuseooe Scopelliti, Francesco Zoccali, avrebbe dovuto ricevere: circa 200 mila euro, se non fosse stato sollevato dal suo incarico in seno alla Giunta. E se dopo Zoccali anche gli altri dirigenti “allontanati” decidessero di fare ricorso sulla stessa scia, per la Regione potrebbe esserci un problema serio. Molte le dichiarazioni sulla vicenda, da Mangialavori che parla di un “pateracchio che espone la regione all’ennesima figuraccia”, ma nel merito è entrato proprio il governatore Oliverio con una nota molto forte attacca il centrodestra e chiarisce la sua posizione annunciando ricorso: “I Consiglieri regionali di opposizione di un centrodestra ormai residuale avrebbero voluto che, nonostante i calabresi li abbiano bocciati, continuassero a governare sempre loro”. Afferma Oliverio, replicando alle dichiarazioni dei consiglieri regionali di opposizione.

“Lamentano, infatti -prosegue il Presidente della Giunta regionale- che il più importante collaboratore di Scopelliti al comune di Reggio Calabria prima e alla Regione poi, non sia stato lasciato nella postazione più autorevole di comando dell’Amministrazione regionale.
Invece di gridare allo scandalo per il fatto che solo tre mesi prima delle elezioni la precedente Giunta regionale, nel mentre stava per essere mandata a casa, ha rinnovato i contratti pluriennali degli incarichi fiduciari dei dirigenti o, ancor di più, invece di sollecitarne per senso etico le dimissioni volontarie dopo l’insediamento del nuovo Governo regionale, protestano perché il Dott. Zoccali sarebbe stato oggetto di un provvedimento di spoil system.
L’Amministrazione regionale, ovviamente, provvederà in sede extragiudiziale a tutelare le proprie ragioni, facendo ricorso avverso la decisione del Giudice del Lavoro. Sarà una sentenza definitiva a stabilire i termini giuridici della vicenda”.
“Dal punto di vista politico-istituzionale, però –aggiunge Oliverio- la protervia e la contraddizione dei Consiglieri regionali di centrodestra non possono essere oscurate da nessuna sentenza.
Dovrebbero avere maggior senso del pudore quando, da una parte cavalcano e strumentalizzano la critica ad una presunta mancata discontinuità amministrativa e, dall’altra, gridano senza vergogna contro il principio dell’alternanza e dello spoil system”.
“La loro –conclude il Presidente della Regione- è la presunzione e la faccia tosta di chi, non avendo niente da dire sulla Calabria ed avendo perso ogni credibilità per essere stati i protagonisti dello sfascio a cui è stata condotta la nostra Regione, cercano di camuffarsi sotto le vesti di improvvisati azzeccagarbugli nel disperato tentativo di generare confusione e di rifarsi una verginità a fronte del loro fallimento”.

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