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Adunanza della Corte dei Conti

La Regione Calabria non sa quanti beni possiede…

di Clara Varano – Non bisogna andare lontano per capire il perché la Regione Calabria non abbia idea di quanti e quali beni possieda, semplicemente sono troppi, sono il retaggio delle cessioni della vecchia cassa del Mezzogiorno e, inoltre, sono solo 8 i dipendenti che si occupano di tutto il patrimonio regionale. Sommando i fattori il risultato è una grande confusione.

E’ in sostanza questo il risultato dell’adunanza della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Calabria: la Regione non ha un inventario, non ha provveduto in questi anni a farlo, ha speso soldi inutilmente per l’acquisto di un terreno mai utilizzato, spende dei soldi per dei fitti che potrebbero essere risparmiati e non incassa dei fitti che potrebbero entrare nelle casse dell’ente. A questo si aggiunge la manifestazione di interesse per l’assunzione di 12 professionisti che avrebbero dovuto effettuare.

All’adunanza erano presenti il presidente facente funzioni della Sezione, Giuseppe Ginestra e il referendario Michela Muti entrambi concordi nel dire che “valutando l’efficienza, l’efficacia e l’economicità delle azioni svolte dall’Ente, si evidenziano specifici aspetti di inattendibilità delle informazioni contabili, sia sotto l’aspetto finanziario che patrimoniale, relativamente all’incompletezza dell’inventario dei beni mobili ed immobili”.
La Corte de conti ha sottolineato come “costituisca un’esigenza fondamentale quella di procedere alla ricognizione, descrizione e valutazione degli elementi costitutivi del patrimonio, ma non appare ancora manifesta una decisa volontà dell’Ente nei confronti della valorizzazione e conoscibilità del patrimonio pubblico”.
Per quanto concerne il settore Demanio e Patrimonio immobiliare la relazione evidenzia come “non sia possibile a causa della carenza di organico operare in modo efficace ed efficiente in quei settori”.
Il Conto del Patrimonio della Regione Calabria “risulta carente in ordine alle informazioni relative ai beni demaniali ed al patrimonio indisponibile dell’Ente di competenza dei Dipartimenti Lavori pubblici – Sorical -, Agricoltura e Foreste, ed attività produttive, nonché dagli enti gestori A.For, Arssa e Consorzi industriali delle cinque province”.
“Risulta del tutto evidente – sottolineano i giudici – la mancanza di volontà di voler risolvere la situazione vista la carenza di organico e che a fronte di millesettecentotrenta dipendenti della Regione solo otto persone siano addette al patrimonio”.
Secondo quanto emerso dalla relazione il valore attuale degli immobili di proprietà della Regione è pari a poco più di tre miliardi, dei quali la maggior parte non è stata inventariata.
La Corte dei conti si è inoltre soffermata sul terreno acquistato nel 2003 dalla Regione per la costruzione della Cittadella Regionale in località Sansinato, terreno poi non utilizzato per tale scopo e che “nonostante sia edificabile e valga corca otto milioni di euro, risulti abbandonato”, la Corte ha spiegato come “occorrerebbe individuare un utilizzo alternativo dell’immobile o l’eventuale messa in vendita dello stesso”.
L’incremento patrimoniale registrato nel conto “è dovuto all’inserimento dei lavori relativi alla cittadella regionale”.
Relativamente ai fitti dalla relazione è emerso che “la Regione spende più di sei milioni di euro non registrando nessun fitto in attivo”.

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