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Mario Oliverio replica all’ex ministro Lanzetta: ‘Spero sia solo esaltazione’

Le ultime dichiarazioni dell’ex ministro Maria Carmela Lanzetta, hanno fatto traboccare il vaso di pazienza del presidente Mario Oliverio. Il big democrat calabrese, infatti, subito dopo l’intervista a Klaus Davi, della Lanzetta, nella quale sottolinea come la sua esclusione dalla Giunta regionale agevoli la criminalità organizzata, ha inviato una nota al vetriolo, in cui troppe volte l’ex ministro è chiamato “Signora Lanzetta”, come a sminuirne il ruolo istituzionale e in cui Oliverio punta il dito contro un atteggiamento demolitore del lavoro dell’amministrazione regionale. “Ora basta”, tuona Oliverio. “Finora il rispetto dovuto al ruolo istituzionale rivestito dalla Signora Lanzetta nelle vesti di Ministro della Repubblica, mi ha suggerito di evitare risposte a posizioni strumentali e provocatorie da lei assunte. Tuttavia c’è un limite a tutto”.
“Mi auguro – ha aggiunto Oliverio – che la Signora Lanzetta sia solo animata da sindrome di esaltazione del proprio ego e che, consapevolmente o meno, non si presti ad essere strumento di una interessata strategia destabilizzante”.
Il presidente, inoltre si domanda: “Che gioco fa la Lanzetta? Quali interessi politici o di altro genere intende difendere ?”
E poi Oliverio entra nel vivo della polemica che riguarda il “suo” assessore Nino De Gaetano: “E’ inspiegabile che possa essere solo oggi divenuta improvvisamente detrattrice di Nino De Gaetano, quando, invece, fino al giorno della nomina della Giunta ne ha sempre parlato, non solo a me, come un bravo e stimato dirigente politico”.
“Immagino sappia – ha continuato polemico Oliverio – la Signora Lanzetta che la mafia si favorisce anche quando si sollevano polveroni e si gioca ad indebolire e fiaccare la credibilità di una Istituzione”.
Oliverio, inoltre, affonda la lama,rievocando le vecchie questioni che hanno riguardato la Lanzetta nel suo privato. “Io – ha sottolineato – non ho mai concesso nulla alle illegalità e men che meno alle rappresentanze mafiose. A me non è mai capitato di dovermi trovare nella condizione in cui è invece incorsa, probabilmente suo malgrado, la Signora Lanzetta da sindaco di Monasterace; non ho mai dovuto giustificare affidamenti illegali di lavori a causa della presenza nelle mie Giunte di parenti stretti di boss mafiosi, riconosciuti tali da sentenze di condanna emesse nelle aule di tribunali”.
Il presidente, poi, invita la “Signora Lanzetta” a rivolgersi alla magistratura piuttosto che continuare a parlare “a sproposito in talk show televisivi compiacenti, magari col proposito di trovare spazio nei circuiti mediatici”.
“Sappia la Signora Lanzetta – ha rimarcato Oliverio – che non può salire su nessun pulpito per impartire lezioni di antimafia, tantomeno al cospetto della mia persona, della mia storia e della mia esperienza politica ed amministrativa. Una storia limpida e trasparente, segnata da condotte coerenti e da impegno concreto nel contrasto alla criminalità ed al malaffare. Purtroppo, e me ne duole, è stata la Signora Lanzetta ad essere richiamata ad una coerenza antimafia, come è noto, anche da autorevole stampa nazionale”.
E le conclusioni sanno di avvertimento: “Se si dovesse insistere, dunque, in questa campagna diffamatoria sarò costretto a valutare quali iniziative assumere a tutela della mia integrità morale e della funzione istituzionale che i cittadini calabresi con largo consenso hanno inteso affidarmi”.

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