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Calabria: la sfida per il presidente Oliverio oggi si chiama Giunta…

di Clara Varano – Con alle spalle le elezioni e la designazione dei consiglieri, è tempo del toto nomi per gli assessorati. Si può azzardare che il neo eletto presidente Mario Oliverio, volendo discostarsi dalla solita politica deciderà, come ha ampiamente anticipato pensando a meriti e competenze e il nome di qualche professionista è già stato fatto. Vero è che le elezioni, nonstante l’astensionismo che batte tutti, hanno un loro peso. E quindi nella cernita Oliverio, non può scordare chi un sostegno pesante lo ha dato alla sua elezione. Si parla di Carlo Guccione, forte oppositore di Giuseppe Scopelliti ai tempi d’oro del leader del Centrodestra, e primo degli eletti in assoluto. A lui potrebbe andare un assessorato importante, forse anche quello alla Sanità quando non sarà più tempi di commissariamento.

C’è poi il fedelissimo Gianni Speranza, che anche se non in termini numerici è stato determinante nella ascesa allo scranno di presidente di Oliverio. Ci sono poi tutti quelli che in fila, ad uno ad uno andranno a bussare per chiedere conto del sostegno. La politica però è cosa strana. Mario Oliverio è un politico di lungo corso e sa bene che la Calabria come direbbe un medico “versa in condizioni disperate”, non si può e non si deve scherzare. Non si può farlo con i 28 mila lsu-lpu e in mobilità in deroga, che presto, passata la quiete dopo la tempesta che porta il nome di “Elezioni regionali 2014”, andranno certamente a bussare al portone di palazzo Alemanni, così come i forestali, i dipendenti della fondazione Campanella, i dipendenti del porto, l’autorità portuale, le migliaia di cittadini che hanno le strade piene zeppe di spazzatura. Allora è tempo di fare scelte sensate e ragionate, a prescindere da qualunque “dovere” che non sia quello nei confronti di una terra in ginocchio.

Ma parliamo un po’ degli assessorati. Intanto il numero è stato dimezzato. Da 12 si passa a sei. Quel che è certo è che il presidente, Mario Oliverio, dovrà tenere parecchie deleghe per sè. Certamente, almeno per un annetto quella alla Sanità, sulla quale si potrebbero aprire diversi capitoli, turn over, concorso, primariati e chi più ne ha più ne metta. Oliverio sicuramente eredita una Sanità devastata che nel corso di questi anni di commissariamento ha affronatto numerose crisi su più fronti: posti letto, occupazione, migrazione sanitaria, chiusura ospedali, malasanità…

Al presidente piace anche tanto l’argomento Fondi Europei a suo dire “sprecati fino alla fine”, quindi verosimilmente terrà anche la delega che un tempo fu di Luigi Fedele, ai programmi speciali U.E., alle politiche euro-mediterranee e all’internazionalizzazione. Qualche altra delega sparirà, un ipotesi azzardata potrebbe riguardare quella alle Riforme e Semplificazione Amministrativa, della quale ancora non si è compreso il senso.

Ma veniamo agli altri assessorati. Quel che è certo è che molte deleghe dovranno essere accorpate. Potremmo, quindi, avere un assessorato alle Infrastrutture, Lavori ubblici, Traporti e Urbanistica, che prima erano di Pino Gentile, Luigi Fedele, e Alfonso Dattolo. Ambiente, altro assessorato caldo, potrebbe fondersi con Agricoltura e Protezione Civile. E insieme potrebbero finire anche Cultura, Beni culturali e Turismo. Certamente un grosso impegno per le deleghe al Lavoro e al Bilancio, che resteranno così.

Sguardo dato al nuovo asset di Giunta, queste saranno sicuramente ore impegnative per il Presidente e per le scelte a favore della Calabria che dovrà prendere, anche a costo di inimicarsi qualcuno, con uno sguardo rivolto a quei sei calabresi su dieci che non hanno riposto fiducia né in lui, né in nessun altro dei candidati e che ne fanno il presidnete, seppur con il 61% di preferenze, di poco più di 700mila calabresi a fronte del milione e 800mila aventi diritto al voto…

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