• Home / ARCHIVIO / Notizie archivio / Reggio Calabria – Riflettori accesi sulla patologia vascolare ischemica ed emorragica

    Reggio Calabria – Riflettori accesi sulla patologia vascolare ischemica ed emorragica

    “Update in patologia vascolare ischemica ed emorragica” è stato questo il tema affrontato nella terza giornata di studio promossa nell’ambito del programma “La neuroradiologia della Calabria” sviluppato lungo l’arco del 2019, dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria.

    Ad introdurre i lavori ed a portare i saluti istituzionali del presidente dell’Ordine dei Medici, Pasquale Veneziano, assente per concomitanti impegni, è stato il coordinatore della Commissione formazione ed aggiornamento, Antonino Zema.

    «Oggi – ha sottolineato Antonio Armentano, dirigente di secondo livello della Neuroradiologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria – la formazione e l’informazione sullo strokeè divenuta particolarmente importante poiché risulta essenziale riuscire a gestire correttamente un paziente che deve essere trattato in pochissimo tempo sia per salvargli la vita sia per evitare conseguenze gravi legate al verificarsi della patologia. Proprio per questo motivo è fondamentale una rete ben organizzata tra 118, neurologi e neuroradiologi. In questa occasione, poi, abbiamo avviato un confronto fra i più esperti rappresentanti della branca; nonché un raffronto tra altre realtà e quella di Reggio Calabria, dove, da un anno e mezzo, è attiva una Stroke Unit di secondo livello. A tal proposito è stata avviata una proficua collaborazione anche con l’Università di Catanzaro».

    Luciano Arcudi, Direttore dell’Unità Operativa di Neurologia del Gom, ha  sull’inquadramento diagnostico tracciando le linee generali della patologia cerebro-vascolare in cui è fondamentale «riconoscere precocemente i segni della malattia per poter intervenire celermente ed in maniera appropriata».

    Salvatore Mangiafico, Responsabile della Struttura organizzativa complessa di interventistica neurovascolare dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi, ha ribadito l’importanza della presenza di una rete organizzativa territoriale per il trattamento dell’ictus.

    «Oggi questo territorio – ha osservato Mangiafico – può contare su competenze e professionalità notevoli, adesso occorre stabilire dei percorsi organizzativi per non perdere questa grande occasione di crescita».

    Per il Coordinatore scientifico della Rete Stroke della Calabria, Domenico Consoli, anche Primario della Divisione di Neurologia dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia «l’obiettivo principale è quello di rispondere all’esigenza di consolidare l’organizzazione al fine di velocizzare il percorso del paziente colpito da ictus cerebrale verso il trattamento trombolitico che può salvare la vita».

    «La trombolisi, oggi praticata nelle due Stroke Unit di secondo livello della Calabria ovvero Reggio Calabria e Cosenza – ha aggiunto Consoli – presto sarà disponibile anche a Catanzaro. L’obiettivo è quello di rendere il trattamento il più possibile raggiungibile per i pazienti calabresi con importanti ricadute in termini di vite salvate».

    «Gli aneurismi – ha spiegato Mauro Campello, primario della Neurochirurgia degli Ospedali Riuniti – possono rimanere silenti per gran parte della vita di un individuo, prima di sanguinare. Questo sanguinamento può dar luogo a sintomi diversi e, nei casi più gravi, può portare al coma ed alla morte improvvisa. In considerazione dei vari fattori che incidono sul caso concreto, la patologia può essere trattata per via chirurgica o per via endovascolare».

    Francesco Causin, Direttore dell’Unità Operativa di Neuroradiologia e Radiologia interventistica dell’Azienda Ospedaliera di Padova ha evidenziato che «gli aneurismi cerebrali non rotti rappresentano un’entità che viene sempre più in evidenza, in modo occasionale, nell’esecuzione di indagini strumentali che generano ansie nel paziente e scelte terapeutiche complicate in quanto non tutti si caratterizzano per la stessa pericolosità per cui vanno attentamente analizzati per essere affrontati in maniera adeguata».

    «Gli aneurismi cerebrali non rotti – ha aggiunto Causin – si riscontrano nel 2% della popolazione adulta ma solo su 8 casi su 100 mila si va incontro ad emorragie cerebrali motivo per cui occorre scovare, fra i tanti aneurismi, quelli che rappresentano una concreta minaccia per la salute del paziente».

    Marcello Longo, ordinario di neuroradiologia all’Università di Messina, nonché direttore del medesimo reparto presso il Policlinico peloritano, si è occupato delle basi metodologiche del neuroimaging dello stroke».

     

    Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Reggio Calabria