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Reggio Calabria – Incontro promosso dal Cis della Calabria

Il Centro Internazionale Scrittori, con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e la collaborazione della Biblioteca “De Nava”, nell’ambito del Maggio dei libri 2019, campagna nazionale di promozione del libro giunta alla nona edizione, presso la stessa Biblioteca, ha ricordato Leonardo, pittore, scultore e architetto, nel quinto centenario dalla morte. Ha coordinato l’incontro Loreley Rosita Borruto presidente del Cis della Calabria. Sintetizzare efficacemente la vita, le opere ed il senso della ricerca artistica e scientifica di un uomo senza eguali, di un gigante del sapere come Leonardo da Vinci non è cosa da poco, non è cosa che possano fare in molti. Ci è riuscita egregiamente Francesca Paolino, già professore Associato di Storia dell’Architettura presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Molti e assai complessi sono stati gli studi su Leonardo (Vinci 1452 – Ambois-Francia 1519), che si definiva “omo sanza lettere” ma dotato della profonda convinzione che arte e scienza appartenessero ad uno stesso processo intellettuale e spirituale e formassero una unità indissolubile in quanto l’una si risolve nell’altra e l’una chiarisce e illustra l’altra. Leonardo ricercava la bellezza ma non fine a se stessa; egli l’ha cercata nel paesaggio immerso nell’atmosfera, l’ha ricercata nei numeri e nelle macchine, l’ha ricercata nell’immensità e nella multiformità dell’universo: la prima (immensità) l’ha intuita e rappresentata nei suoi sfondi paesistici profondissimi, la seconda (la multiformità) l’ha esplorata e ritratta prima di tutto con il disegno. “… Il bono pittore à da dipingere due cose principali, cioè l’uomo e il concetto della mente sua: il primo è facile, il secondo difficile…”. La professoressa Paolino ha spiegato con l’aiuto di immagini le opere di Leonardo, i disegni, i dipinti, i contributi in architettura e scultura, ma, ha cercato soprattutto di far capire – ad un pubblico attento – che Leonardo non è stato semplicemente un artista, sia pure geniale, immensamente dotato, capace di opere straordinariamente perfette … Egli ha portato una profonda rivoluzione nella indagine sulla Natura: in migliaia di fogli (taccuini, codici, raccolte, …) è contenuta una quantità enorme di materiali di studio e tanto fa supporre che Leonardo coltivasse il progetto di una esposizione enciclopedica del Sapere, quello già acquisito e molto più quello da indagare, a partire da alcuni presupposti fondamentali: – la matematica come base di ogni scienza; – l’ottica come presupposto per ogni percezione; – la meccanica come scienza delle forze fisiche che sono alla base del mondo organico e inorganico; – la biologia come scienza della vita e dello sviluppo della natura organica (avente come tema centrale l’anatomia); – la cosmologia come scienza delle forme della natura inorganica e delle forze che sono alla base di quelle forme. Leonardo si sentiva in grado di compendiare in un sistema unitario tutte le esperienze di indagine, proprio per il fatto di essere un artista: era convinto, infatti, che solo l’artista potesse comprendere la Natura e trasmetterne agli altri la sua essenza attraverso il disegno/le immagini. Già con Galilei, tuttavia, questa convinzione è destinata a frantumarsi: l’Arte e la Scienza cammineranno su strade diverse… ma la lezione di Leonardo non perderà di certo la sua straordinaria ed affascinante efficacia.

 

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