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    Italia dei Valori: “Questione ecopass ha salvato Villa dal dissesto”

    “Finalmente una verità! Non diretta, perché non c’è coraggio, ma tratta dal “combinato disposto” delle affermazioni del Sindaco, Siclari e dell’Assessore Morgante che hanno lamentato come le entrate tributarie siano esigue e, mentre prima i costi dei servizi erano coperti dalle entrate Ecopass – cioè quello che loro chiamano Ecopass – ora che TAR e Consiglio di Stato hanno cassato il provvedimento del Commissario Straordinario del Comune di Messina, si è determinato un danno immane e forse irreversibile alle casse comunali”.

    Lo scrive in una nota stampa Italia dei Valori.
    “Il Consigliere Morgante, che prima di approdare nel partito calabrese di Arcore ha navigato in diverse acque, dimostra di non capire il significato di “autonomia”, le differenze tra codice della strada e norme sul procedimento amministrativo e con goffe, quanto risibili, esternazioni e certamente risentito per essere stato, a suo tempo, allontanato, si è improvvidamente arrampicato per sentieri impervi, addebitando ad altri la responsabilità di non avere permesso la dichiarazione di dissesto per il Comune Villese.
    Nel suo peregrinare, infatti, Morgante, ha dimenticato che nel 2010, da consigliere PD, fu incaricato insieme al Capogruppo, Totò Calabrò, di presentare alla stampa il provvedimento sull’Ecopass. Prima che, portato in Consiglio, venisse deliberato l’indirizzo alla Giunta per procedere all’introduzione della tariffa, volgarmente detta Ecopass. Come lapalissianamente emerge anche dal video di quel consiglio comunale, quel provvedimento, tuttavia, aveva ed ha un nome ed un cognome che, come risulta dagli stessi verbali di quel Consiglio, per lealtà nei confronti dell’alleato PD, non fu, come veniva chiesto, consegnato al sindaco dell’epoca, Rocco La Valle di cui Siclari era assessore.
    Il tutto nella piena condivisione di entrambe le parti ed a quel provvedimento – assunto a norma del CdS – non venne dato seguito poiché lo stesso Siclari, nel momento in cui dalla poesia occorreva passare alla prosa introducendo il divieto di transito per i mezzi pesanti, si mise di traverso per via dei suoi supermercati che già segnalavano un pesante conflitto d’interessi.
    Morgante il “costruttore” sappia che oltre al lavoro immane, fatto con passione e alla raccolta di dati e atti confluiti nel provvedimento finale, ci sono 50 anni di richieste disattese da parte della città. E prima ancora di ogni altra cosa, piuttosto che chiedere scusa a posteriori al Sindaco dell’epoca, dovrebbe comprendere le ragioni delle vittime dell’inquinamento e dei loro parenti e chiedere scusa per questa uscita a gamba tesa strumentale, incomprensibile e odiosa.
    Quel provvedimento, adottato ma rimasto al palo e che peraltro è già passato indenne dal TAR, è costruito col metodo della condivisione e della concertazione con il mondo dell’Autotrasporto e con la consulenza scientifica di docenti di ingegneria del trasporti di fama internazionale. Ed è proprio questo che fa paura e induce Siclari e Morgante a non dare dato seguito al provvedimento. Quel lavoro, dopo l’approvazione in Consiglio, proseguì procurando, gratuitamente, lo studio sulla mobilità che venne sprecato, sempre dall’Amministrazione di cui Siclari era parte e che non seppe o non volle trasformarlo in Piano Urbano del Traffico.
    Altra cosa è l’accordo siglato con la città di Messina, che nulla ha a che vedere con l’Ecopass e che è fondato sull’art. 15 della L.241/90 in base al quale un Ente per raggiungere un fine stipula con altro Ente un impegno a prestazioni corrispettive. Quindi la città di Messina ha prodotto l’Ecopass e Villa, firmando l’accordo si “obbligava” a svolgere delle prestazioni dietro un corrispettivo. Orbene, le prestazioni del Comune Villese erano indipendenti dall’Ecopass Messinese, senza bisogno di interventi di tutela da parte di alcuno. E’ l’Ecopass Messinese che è stato cassato dai giudici, non quello di Villa che rimane ancora al palo per volontà di Siclari e Morgante. E questo dimostra la strumentalità di accuse pesantissime dietro le quali albergano invidie e forse qualcosa di più gretto e misero.
    Su quest’ultimo provvedimento il tentativo di stipulare un accordo fu scongiurato e all’incontro decisivo presso il Comune messinese, presenti il sindaco Rocco La Valle, l’avv. Infantino e il sottoscritto, una volta che Buzzanca allontanò dalla stanza i suoi collaboratori, l’accordo venne firmato nelle forme e nei modi conosciuti, procurando alla città enormi benefici economici che, pur vincolati, non apportarono alcun beneficio ambientale e strutturale. E ciò per totale, assoluta e incredibile incapacità delle diverse Giunte di cui Siclari è stato, nell’ordine, Assessore, Vice Sindaco e Sindaco.
    Accordo che fu, inoltre, “copiato” e riproposto anche per la città di Reggio Calabria, all’epoca nota per le sue profumatissime consulenze.
    Dunque, l’attuale Giunta Municipale, in testa Siclari e Morgante, non solo continua a dimostrare la propria totale incapacità di licenziare un provvedimento adottato, ben nove anni fa, ma mentre Siclari fornisce la prova di avere, sino ad oggi, beatamente dormito, Morgante ha pensato bene di mostrare in Consiglio mediocrità e livore, provando a demolire una stagione amministrativa che rimane, sotto alcuni aspetti, tutta positiva”.