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Reggio Calabria – Cdm, Mollica: “E’ tempo di cambiare il nostro destino”

“Il consiglio dei ministri in Calabria è una occasione per porre “brevi manu” al Governo Conte alcune questioni, dal punto di vista meridionale, che riguardano il territorio e l’uso delle risorse pubbliche, finanziate con imposte che sono anche quelle del Sud d’Italia” – scrive Corrado Mollica, Avvocato e autore del libro “Il Sacco del Sud d’Italia”.

“Sulla questione fondamentale dell’autonomia “differenziata” a spese del Sud d’Italia, avere ragguagli sull’intesa tra il Governo e Lombardia, Veneto e Emilia Romagna (a favore il “Partito Unico del Nord”). O, per chi ha lamentato
disparità di trattamento, spiegazioni per la decisione di stanziare 525 milioni di euro per tre anni nella legge di Bilancio 2019, oltre 1,5 miliardi di risorse pubbliche anche del Sud d’Italia, per garantire rimborsi automatici, senza passare da un giudice o arbitro, ad azionisti e obbligazionisti degli istituti del Nord/Centro messi in liquidazione, comprese le due banche venete in crisi acquisite da Intesa Sanpaolo, che si è “ritrovata” un tesoretto da gestire di 450 milioni di euro raccolto dalla Sga del già Banco di Napoli, banca (s)venduta per 30, dicasi trenta, milioni. Sul porto di Gioia Tauro, dato atto al ministro Toninelli di aver risolto il contrasto/stallo tra le due società che gestiscono il porto con la concessione pubblica, ragguagli del perché, per
aumentare i volumi di transhipment e attivare investimenti, al pari di due porti del Nord Italia, il porto calabrese non è inserito nell’accordo con la Cina, la c.d. Via della seta, che comporta l’uso di risorse pubbliche anche del Sud d’Italia. Questione Sanità, in particolare in Calabria viste le cronache, avere ragguagli sull’attività dei
commissari, sui loro poteri e gli effetti; e anche dettagli su come vengono finanziati i servizi sanitari delle regioni d’Italia. Questione grandi opere e infrastrutture, finanziate con risorse pubbliche anche del Sud d’Italia, se per l’Ance su 24,6 miliardi di euro di grandi opere da sbloccare in tutto il Sud sono solo 3,1 miliardi, avere
ragguagli del perché si discute per il TAV Torino-Lione e non anche del TAV Salerno-Reggio Calabria. E perché le associazioni territoriali di Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Legacoop, Confcooperative, Agci, Confagricoltura, Confapi, Ance, visto che le rispettive associazioni nazionali, anche in loro rappresentanza, hanno organizzato una manifestazione per il TAV Torino-Lione, con il motivo che “le grandi opere sono investimenti in grado di generare crescita e occupazione nel medio lungo periodo”,
per il TAV Salerno-Reggio Calabria, miliardi di investimenti, non organizzano una manifestazione nazionale? O per loro e per il Governo Conte soddisfano le parole dell’a.d. di Rfi “L’alta velocità così come l’abbiamo realizzata ad oggi basta, si ferma con la realizzazione del collegamento Brescia-Padova, ed è sufficiente. Al Sud non serve”.
È tempo di cambiare il nostro destino”.

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