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Il trio Cucinotta, Belvedere, Andreozzi in scena al Teatro Gioiosa

Una commedia straordinaria“Figlie di E.V.A.”, per la regia di Massimiliano Vado, andrà in scena Sabato 27 aprile alle ore 21.00, presso il Teatro Gioiosa di Gioiosa Ionica. Sul palco un trio femminile d’eccellenza composto da grandissime attrici dalla sfavillante carriera: Maria Grazia Cucinotta, Vittoria Belvedere e Michela Andreozzi.

 

 

La storia appassionante racconta di tre donne che uniscono le loro forze per vendicarsi astutamente dello stesso uomo, riuscendo sul finale a comprendere che è solo grazie al loro coraggio che riusciranno a dare una svolta alle loro vite.

 

Il cartellone della XXVIII Stagione Teatrale della Locride 2018-2019 punta all’eccellenza con l’ennesimo appuntamento con il teatro di qualità che rientra nella ricca rassegna invernale, giunta con successo al termine, messa a punto dal Centro Teatrale Meridionale, diretto da Domenico Pantano.

 

Lo spettacolo è stato scritto dalla stessa Andreozzi e Vincenzo Alfierie vede in scena anche Grazia Giardiello e Marco Zingaro. Le scene sono di Mauro Paradiso, i costumi di Laura Di Marco, per una produzione Bis Tremila.

 

Figlie di E.V.A. è la storia di un uomo astuto, che inganna tre donne, la storia di tre donne diverse, che diventano amiche nonostante tutto. Figlie di E.V.A. è tre storie in una, come sono tre i nomi delle protagoniste: Elvira, Vicky e Antonia.

 

Elvira. Dietro a ogni grande uomo c’è una grande donna: la segretaria. Elvira sa, Elvira vede, Elvira risolve. A lei, il Cardinale Richelieu, le fa un baffo. Vicky. Moglie tradita, è una “povera donna di lusso”, sposata per il suo patrimonio. Un po’ ingenua, un po’ scaltra, un po’ colomba, un po’ volpe. Anzi lince, nel senso della pelliccia. Antonia. Prof di latino, precaria, bellissima, in attesa del primo amore e di una cattedra.

 

A legare le tre donne c’è Nicola Papaleo. Sindaco disonesto che le mette nei guai per diversi motivi: manda Elvira nelle peste legali per falso in bilancio; abbandona Vicky in diretta tv per una ragazza più giovane; incastra Antonia che viene beccata a passare gli scritti di maturità a suo figlio e pertanto radiata dal provveditorato. Le tre, che mal si sopportano, unite da un sano sentimento di vendetta, si coalizzano: lo vogliono morto. Anzi, meglio: lo vogliono trombato, come si dice dei politici che perdono le elezioni.

Come? Attraverso la consapevolezza, prima di tutto, che dietro a un grande uomo a volte non c’è nessuno perché sono le donne che devono avere il coraggio di mettersi davanti a tutti.

 

Una bella e spassosa storia di solidarietà, che traccia anche un messaggio preciso sulla condizione della donna, spesso costretta a stare un passo indietro ma capace di tirare fuori risorse geniali e rimontare, vincendo in volata.

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