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Greco (OP): “il welfare calabrese è nel caos, Oliverio intervenga”

“È passato ormai un anno dal mio intervento in consiglio regionale sulle problematiche del welfare in Calabria – scrive Orlandino Greco – Il 21 maggio del 2018, a seguito all’annullamento dei regolamenti attuativi della L.r23/2003,ho depositato una mozione contenente i punti per una riorganizzazione dell’intero sistema. Pochi mesi dopo una mozione unificata insieme al collega Gallo con l’indirizzo politico cui l’assessore alle politiche sociali avrebbe dovuto attenersi per l’adozione dei nuovi regolamenti attuativi.

Mozione approvata all’unanimità dalla terza commissione per ben due volte. E’ molto strano, quindi, che si stiano sollevando alcune voci di protesta circa un nuovo blocco dell’entrata in vigore della riforma a causa della decisione della Terza commissione consiliare presa nella seduta del 18 marzo ultimo scorso. Corre l’obbligo di ribadire che il Consiglio si è espresso su tutta la vicenda, dettando il corretto indirizzo politico già il 5 luglio del 2018 nella competente sede consiliare quindi nell’imminenza delle bocciature giudiziarie. Infatti, in seguito proprio agli stop dettati dagli organi di giustizia amministrativa, il Consiglio, preso atto che quei regolamenti fortunatamente cassati dalla giustizia amministrativa avrebbero condotto in una direzione insostenibile per i comuni e dannosa per i cittadini calabresi sui quali avrebbe gravato pesantemente il costo delle prestazioni sociali , ha dettato le linee guida della riforma dell’intero sistema di assistenza. Questo proprio per evitare la reiterazione in futuro di altri errori o distorsioni. Purtroppo l’assessore regionale al welfare ancora ad oggi- a ben 8 mesi di distanza- non ha inteso darvi esecuzione. È contro questo ritardo e contro gli organi che lo hanno generato che mi sarei aspettato i reclami, le lamentele e le rivendicazioni che oggi, da taluni, vediamo rivolgere verso il Consiglio regionale. Le linee guida dettate in commissione consiliare già dal 5 luglio scorso sono coerenti con il dato normativo e garantiscono la piena attuazione della legge r. 23/2003, ma ancor prima della legge 328/2000 e se ad oggi l’assessore regionale non ha inteso attuarle non è colpa certo della terza commissione. È triste apprendere ancora oggi che l’intero settore è invece accompagnato da problemi vecchi e da grandi punti interrogativi sul futuro. Mentre si decide quello che si dovrà fare domani, la quotidianità dei servizi continua a rimanere in uno stato di totale gravità. Strutture che da gennaio erogano prestazioni senza contratto, senza poter fatturare, senza soldi perché le competenze 2018 in molti casi non sono state ancora rimborsate. Tutto sotto gli occhi di tutti senza colpo ferire. Sotto gli occhi anche di coloro che sostengono di voler migliorare tutto il sistema. Prestazioni erogate e non pagate, prestazioni non contrattualizzate, anziani, disabili e minori destinati alla peggiore sorte o, nel migliore dei casi, al buon cuore di chi sta continuando a lavorare nonostante tutto. Serve con urgenza un confronto con le parti sociali sul punto e nelle sedi istituzionali della terza commissione perché il settore ha necessità di essere più che ri-organizzato direi proprio “organizzato”.

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