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    Reggio Calabria – Otto Marzo alla Tendopoli di San Ferdinando

    Operazione inversa per il Circolo Reggio Sud (Liberi Uguali- Art.1) di Reggio Calabria: nella ricorrenza dell’otto Marzo, anziché staccare ramoscelli dagli alberi di mimose per omaggiare le donne, una delegazione di iscritti decide di piantare un albero di mimosa in un luogo simbolico-la tendopoli di San Ferdinando.

    Otto Marzo, il giorno dopo lo sgombero della baraccopoli, S. Ferdinando vuole voltare pagina, affinché non debba più ripetersi il degrado e la disperazione vissuta tra quelle macerie che, a guardarle adesso non si riesce neanche lontanamente ad immaginare possano essere state per anni la “casa” di uomini, donne e bambini.
    Dalla tendopoli è necessario ripartire, perché essa non debba essere un punto d’arrivo, bensì di partenza, un luogo in cui possa crescere il seme della legalità, dell’integrazione e dell’accoglienza. Così come crescerà l’alberello che oggi pomeriggio una delegazione del Circolo Reggio Sud (Leu-Art.1) ha piantato vicino alla tenda che ospita la Moschea.
    Tiziana Salazzaro, Irene Smorto, Rossana Romeo insieme al Presidente del Consiglio Comunale Demetrio Delfino, alle donne ospiti dell’insediamento, ai mediatori culturali e al vicesindaco di San Ferdinando Gianluca Gaetano hanno, con questo piccolo gesto voluto sottolineare che la festa di oggi deve diventare un momento di riflessione su tutta la sofferenza che ancora affligge l’universo femminile. Una giornata per tenere bene in mente che tutte le conquiste raggiunte dalle donne negli ultimi decenni non debbano mai ritenersi acquisite, ma che le stesse devono ogni giorno essere difese, perché viviamo momenti politici bui e difficili, in cui le forze politiche che ci governano hanno, in questi mesi, già cercato di “indebolirle”.
    Condizione di ulteriore debolezza vivono le donne migranti, vittime spessissimo di tratta, sfruttamento, violenza e razzismo. L’albero piantato oggi diventi dunque un monito affinché questi ostacoli possano, nel più breve tempo possibile, essere superati, nonché un impegno di collaborazione tra le Istituzioni e la popolazione migrante di uomini e donne in cammino verso la dignità.