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Reggio Calabria – Al Piria si parla di giustizia e legalità

“La Fiaccola della giustizia e della legalità, luce di speranza”, non è solo il titolo dell’incontro tenutosi oggi nell’Aula magna dell’istituto tecnico “Raffaele Piria” di Reggio Calabria, ma è anche il fulcro di quello che i partecipanti hanno voluto trasmettere ai presenti. Un messaggio fatto di  speranza e di lotta alla criminalità.

“Una sinergia positiva fatta di persone che dedicano il loro tempo ai giovani”, ha detto Grazia Condello, vicepreside dell’istituto, presente oggi nella duplice veste di moderatrice e relatrice.

Si tratta di Luciano Gerardis, presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria, don Nino Pangallo, direttore Caritas Arcidiocesi RC- Bova, e Giusy Tripodi, animatrice dei progetti e dei percorsi di formazione con la Caritas, con cui la scuola ha firmato un protocollo fisico ma soprattutto di intesa.

“Alla vostra età quando venivano degli ospiti a scuola, riuscivano a catturare la nostra attenzione solo se toccavano qualche corda che avevamo nel profondo. – ha esordito il presidente Gerardis – Oggi vorrei che voi interagiste con me. Noi reggini siamo estremamente individualisti, lo dobbiamo alla storia.

Quello che invece dobbiamo fare è iniziare a pensare in maniera collettiva. Solo se siamo tutti insieme possiamo superare i drammatici problemi della nostra società. So che avete fatto un percorso. – ha aggiunto – Vi hanno parlato di ndrangheta.

Il problema è che siamo accomodanti. C’è la deformazione del nostro modo di intendere, l’accettazione del sopruso che fa prevalere l’illegalità. Viviamo poi in un’epoca in cui ci sono fortissime discriminazioni. La sola speranza è quindi legata ad una presa di coscienza da parte di noi tutti, perché la legalità riguarda tutti. La nostra è una scelta di fondo, di riscatto umano o saremo complici di un degrado morale generale”.

“Il progetto che oggi vogliamo portare qui, – ha detto invece don Nino – nasce da uno scontro tra due mentalità: quella mafiosa, pervasiva, e quella positiva, che si impegna per il bene comune.

Qualche anno fa ci siamo ritrovati in un momento in cui in più luoghi della Calabria ci furono diversi attentati nei confronti di attività impegnate nel sociale. Parlo di  Progetto sud, Libera, la Valle del Marro. È così che abbiamo pensato di moltiplicare questo genere di attività evidentemente scomode e usarle come antidoto.

Il “Progetto Costruire speranza” nasce da questa base. – ha aggiunto – Impegnarsi nel sociale e come funzione educativa. E il simbolo che ci rappresenta è un albero di olivo. L’olivo infatti è antico, ha delle radiciprofonde, con un frutto che nonostante le tante ferite continua a nascere. Questa è la speranza”.

 Con un timido ma determinato sorriso è intervenuta in maniera significativa anche Giusy Tripodi.

“Se ognuno ragiona sui talenti che ha può trovare la sua strada. Andare via dev’essere una scelta. – ha detto – Ma non è vero che qui nn si può costruire. Io e mio fratello, avvocato e commercialista, abbiamo iniziato con un allevamento di lumache, un’iniziativa presa con stupore dalla mia famiglia. Non c’erano altri allevamenti in Calabria e abbiamo avuto un enorme successo. È stata una sfida per noi, per non abbandonare le terre lasciate dai nonni. Questo solo per dire che ci sono infinite possibilità, dobbiamo volerlo”.

Ha parlato infine Grazia Condello di gioco di squadra, accoglienza, gratuità e servizio. “Nulla si può fare se non si crea quella squadra positiva che sa scorgere la luce. Non amo molto parlare delle mie esperienze. – ha detto – Ma ringrazio Dio e la mia famiglia che mi hanno dato la possibilità di crescere in questa luce, che ti aiuta a vedere oltre le barriere delle difficoltà.

La scuola è un’officina degli uomini di domani. Con l’esempio si può insegnare ad essere costruttori di speranza. Il ruolo della scuola è quello di un laboratorio di cultura e di confronto, ma deve anche aiutare a perseguire le indicazioni della Costituzione, a seguire le regole.

Le regole fanno parte della nostra vita, significa rispettarsi e rispettare. Sappiatevi donare senza aspettarvi nessun grazie”.

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