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Reggio Calabria – A rischio chiusura i centri diurni per disabili

“Il mancato di pagamento di oltre un anno di arretrati alle cooperative sociali che gestiscono i centri diurni per minori disabili, da parte del Comune di Reggio Calabria, sta mettendo in grave sofferenza tutto il settore degli interventi socio-educativi a loro beneficio” – scrive il Presidente della Cooperativa Skinner Doride Versace.

“Dopo promesse rivelatasi vane, tavoli di confronto in Prefettura ed impegni sottoscritti, rimasti puntualmente carta straccia, non resta che prendere atto della volontà del Comune di non riconoscere come prioritari i servizi sociali alle fasce deboli.
Le cooperative che gestiscono tali importanti opportunità di inclusione sono ormai allo stremo, avendo sostenuto anticipi e pagamenti, che hanno finito per prosciugare la pur esigua riserva liquidità, considerato che si tratta di enti senza finalità di lucro.
Nonostante un anno di mancati pagamenti e nessun incasso neanche nel periodo natalizio, gli operatori hanno continuato nella loro meritoria opera, erogando con professionalità e abnegazione le prestazioni richieste dai contratti.
Adesso la delusione e lo sconforto sono evidenti, anche perché i mancati incassi si trasformano in stipendi arretrati non erogati, con comprensibili e drammatiche difficoltà nella gestione delle esigenze familiari di ognuno.
Ma oggi la misura è colma e non appare più possibile tollerare oltre il disinteresse del Comune di Reggio Calabria, i cui delegati non si sono neanche presentati alla convocazione in Prefettura, per formulare un ennesimo piano di pagamenti e di impegni ad onorare le fatture insolute da oltre un anno; tutto ciò senza dare giustificazione alcuna della loro assenza.
Disertando oggi la riunione convocata dalla Prefettura con gli operatori, i sindacati e le famiglie dei bambini disabili, il Comune di Reggio Calabria ha compiuto un grave atto di insensibilità verso un settore di attività di svolge un servizio indispensabile a minori con disabilità varie.
In tutti questi le cooperative sociali hanno garantito efficienza e continuità professionale, pur operando sempre in una dimensione di precarietà o occupazionale ed economica di cui è unico responsabile il Comune.
Da qui in poi, in mancanza di chiari e certi impegni ad erogare immediatamente le spettanze arretrate alle cooperative sociali, saranno attuate forme di lotta cittadina che, pur nei canoni della protesta civile, cercheranno di incidere significativamente su una insensibilità così manifesta ed intollerabile”.

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