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Cosenza – Abuso di alcol, Rende: “Occorre mettere in campo una strategia inclusiva”

Come sempre l’amministrazione va in controtendenza alle decisioni prese nelle commissioni consiliari

Non riusciamo davvero a seguire la traiettoria che sta seguendo l’amministrazione in merito al necessario contrasto al fenomeno diffuso dell’abuso alcolico e della dipendenza da sostanze in generale, tra i giovanissimi e gli adolescenti nella nostra città – scrive in una nota la consigliera comunale Bianca Rende. Infatti, dopo aver sollevato la questione in commissione Welfare con l’audizione richiesta ed eseguita mesi fa dalla responsabile del Servizio di Alcologia della ASP di Cosenza, che ha riferito dati allarmanti in merito all’utilizzo di sostanze alcoliche tra gli adolescenti e che ha portato alla successiva promulgazione da parte del sindaco dell’ordinanza che irrigidisce i divieti e impegna a maggiori controlli nei locali, così come previsto dalla normativa vigente, la stessa commissione Welfare ha deliberato, alcuni giorni fa, la proposta di un tavolo istituzionale.
A questo tavolo istituzionale – continua Bianca Rende – dovrebbero essere presenti tutte le istituzioni competenti, comprese quelle scolastiche, le forze di polizia di stato e comunali, e le rappresentanze delle famiglie per un’opera vera di prevenzione, di controllo e di repressione del fenomeno che non lasci nessun aspetto scoperto e attui una vera e propria strategia di contrasto alle dipendenze, che coinvolga con adeguate professionalità tutti gli aspetti interessati.
Ebbene, mentre la commissione ha deliberato all’unanimità dei suoi membri – incalza la consigliera – di avviare un percorso strategico e davvero inclusivo, l’amministrazione ha proceduto per altra via. Apprendiamo dal sito del Comune di una “manifestazione di interesse” pubblicata dal settore Educazione il 24 gennaio per l’avvio di un progetto rivolto ai genitori degli studenti frequentanti le classi inferiori e superiori, alla quale potranno partecipare enti o associazioni private di ogni genere, liberi professionisti, purché ‹‹dotati di esperienza attinente allo scopo educativo››.
Ma qual è il senso di questa iniziativa che appare alternativa rispetto a quella già avviata all’unanimità delle forze politiche nell’interesse dei giovanissimi cosentini? Non vorremmo si trattasse dell’ennesimo tentativo di qualche dirigente allergico al rispetto dei ruoli istituzionali di non perdere “il pennacchio” in una materia certamente afferente al welfare, nella quale risulta di fondamentale importanza coinvolgere competenze ben specifiche e consolidate, come previsto nella legislazione in materia di prevenzione nelle dipendenze patologiche.
Del resto, attingere a competenze qualificate e stratificate dovrebbe essere la regola fondamentale per chi amministra una città, che vive di buona programmazione dei servizi sociali e sanitari oltre che urbanistici!
Leggendo la manifestazione, rivolta ad ‹‹associazioni private di ogni genere›› lascia interdetti l’intenzione di aprire ambiti così delicati e specialistici a “provider” generici lì dove ciascuno degli argomenti richiederebbero ultra-specializzazione a garanzia di un intervento efficace e adeguato basato su un profilo professionale che differisce da quello indicato dal bando.
Chiediamo all’amministrazione – conclude Bianca Rende – quali siano allora i reali propositi in materia e di non disperdere le energie e le risorse in mille rivoli, mettendo in piedi invece una strategia territoriale omogenea e coerente attenta credibile, che si avvalga delle competenze pubbliche più accreditate e che non sia volta solamente a finanziare Progetti e “progettini” dalla dubbia validità scientifica e concretezza pratica. Come amministratori e cittadini siamo preoccupatissimi dagli effetti di messaggi che, se non ben veicolati, possono avere addirittura effetti contrari a quello desiderati.

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