• Home / ARCHIVIO / Notizie archivio / Cosenza – Annullata la visita del ministro a palazzo dei Bruzi

    Cosenza – Annullata la visita del ministro a palazzo dei Bruzi

    Una conferenza stampa nata dall’esigenza di rendere pubblico uno sgarbo istituzionale commesso non tanto nei confronti del sindaco della città ma proprio verso la città di Cosenza (la visita a palazzo dei Bruzi del ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli programmata per venerdì prossimo e improvvisamente annullata) e, di conseguenza, dalla volontà di rendere noto il complesso Piano di valorizzazione dell’Amministrazione per il Centro storico.

    Mario Occhiuto dei progetti e di tutti i finanziamenti già intercettati avrebbe voluto discuterne direttamente con l’alto esponente di governo accogliendolo tra qualche giorno, il 18 gennaio alle 8,30 nel salone di rappresentanza del Municipio (come inizialmente concordato tra le strutture di Comune e Ministero). Ma neanche il tempo di far attivare il cerimoniale che, come ha spiegato stamani alla stampa il primo cittadino, la segretaria particolare di Bonisoli, dicendosi costernata, gli ha personalmente comunicato che il ministro nella sua tappa nel capoluogo bruzio non potrà più passare a salutare il sindaco.
    “Era stato fissato un appuntamento per venerdì nella casa comunale – ha sottolineato Occhiuto – ma la segreteria particolare del ministro mi riferisce che la visita è saltata. Dopo l’accoglienza in Comune, saremmo poi andati insieme in prefettura, alle 9,30, per un tavolo congiunto con la Soprintendenza ma, a seguito di pressioni da parte di esponenti politici locali dei Cinquestelle a cui evidentemente fa riferimento il ministro, mi è stato comunicato che Bonisoli non verrà in Comune. Voglio dunque stigmatizzare il fatto che qui in Calabria esiste un atteggiamento di boicottagggio continuo, su vari livelli, di cui noi nel corso di questi anni siamo stati vittime in riferimento al blocco di tanti progetti. Tutto ciò non penalizza il sindaco, che non ha mai anteposto questioni di partito al bene collettivo, penalizza i cittadini”.
    Con tanto di dettagli riferiti al dialogo intercorso per organizzare la visita, il sindaco Occhiuto ha tenuto ad evidenziare che “ci sono azioni diffuse portate avanti per danneggiare un’Amministrazione comunale. Azioni provenienti dai Cinquestelle come pure dal presidente di Regione, come messo in luce da una recente inchiesta giudiziaria. Eppure le idee si combattono con altre idee e con gli strumenti che la legge mette a disposizione, non così”.
    Con accanto l’avvocato Giovanni De Rose, a capo dell’Ufficio legale, Occhiuto ha mostrato sul tavolo, oltre alle planimetrie tecniche, le tantissime lettere che dal principio del suo primo mandato ha inviato riguardo alle azioni di riqualificazione del Centro storico di Cosenza (addirittura una nel 2012 all’allora governatore della Calabria, Scopelliti, sulla richiesta di incentivi ai privati per il rischio sismico), al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Repubblica e così via, perché davvero non si contano gli allarmi e la portata dell’interessamento che quest’Amministrazione ha sempre manifestato per la zona antica della città trovata nel 2011 in totale abbandono.
    Nella fattispecie, com’era già stato annunciato in una precedente conferenza stampa, l’avvocato De Rose ha prodotto una denuncia contro il direttore generale dei Beni culturali in riferimento al discusso atto di revoca in autotutela del nulla osta sulla realizzazione del Museo di Alarico. In tale denuncia, sono state incluse anche le telefonate intercorse tra diversi funzionari e le pressioni subite che evidenziano le ingerenze.
    Dopo l’introduzione ‘politica’ sulla legittimità di certi contrasti, il sindaco Occhiuto è passato ad affrontare il merito delle azioni strategiche per il Centro storico. “Al ministro Bonisoli durante il nostro incontro avrei presentato il complesso programma sul Centro storico – ha detto – che, fra l’altro, conta finanziamenti già approvati per circa 43 milioni di euro, nell’ambito dell’Agenda urbana, del Piano per le Periferie e dell’Accordo quadro con la Regione sulla Metro. Inoltre, la messa a danno che abbiamo attuato per i proprietari che non hanno adempiuto all’obbligo degli interventi sulla sicurezza degli edifici di loro proprietà, è andata avanti. Abbiamo provveduto alla schedatura di ogni singolo edificio a rischio, stilando sia un quadro finanziario che un quadro manutentivo”.
    Il primo cittadino ha quindi mostrato le planimetrie complete sul Piano strategico di valorizzazione per il Centro storico dove, nel dettaglio, viene individuata la totalità degli interventi in corso.
    Venti edifici sono a rischio crollo, gli stessi edifici oggetto dell’ordinanza che riguarda, appunto, la messa in sicurezza a danno.
    Occhiuto ha affermato che gli immobili in questione saranno recuperati come social housing, alloggi destinati perlopiù a studenti e a giovani coppie probabilmente con l’intervento della Cassa depositi e prestiti o di fondi immobiliari.
    Il sindaco ha ribadito per l’ennesima volta che il Comune in questi anni ha riqualificato e restaurato tutti gli edifici pubblici della città antica ma, com’è noto, non può intervenire sulle strutture di proprietà privata “se non attraverso degli incentivi. L’unico modo, quindi, è espropriarli per poi recuperarli”. Il primo obiettivo è utilizzare le risorse disponibili nei tempi stabiliti e possibilmente senza ostacoli creati ad arte”. Sul tavolo del sindaco, nella corposità del materiale esposto ai giornalisti, pure la scheda del progetto Musa con, fra le altre cose, l’installazione di un ascensore e la realizzazione della mobilità interna per circa 6milioni di euro.
    “Tutto questo lo avrei detto al ministro Bonasoli – ha aggiunto Occhiuto – A cominciare dalla necessità di rifacimento dei servizi e delle reti idriche e fognarie del Centro storico, nonché della riqualificazione degli spazi liberi delle zone interne, degli incentivi da destinare a privati per l’adeguamento strutturale degli immobili e delle ristrutturazioni. Si tratta di un percorso che deve essere virtuoso e non può per nessun motivo rientrare in quella filiera corruttiva che abbiamo denunciato. Io non ho paura di queste persone nonostante ricoprano importanti incarichi – ha sottolineato Occhiuto – perché abbiamo la coscienza a posto e siamo qui per il bene della città. Invece, nostro malgrado, paghiamo con rallentamenti di ogni tipo. Quello del ministro è un atteggiamento irriguardoso verso i cittadini i Cosenza. Ho detto alla sua segreteria particolare di riferirgli che se un ministro si fa condizionare da esponenti locali del suo partito, significa che non può fare il ministro perché non rispetta le istituzioni. Il Comune non può essere escluso, perché è l’ente che in base al principio della sussidiarietà deve progettare e programmare gli interventi, esplicando le procedure di azioni che riguardano investimenti sul proprio territorio. Un ministro della Repubblica questo dovrebbe saperlo”.