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Studenti calabresi a Bruxelles. Si è conclusa la visita promossa da Laura Ferrara

Si è conclusa ieri la visita degli studenti calabresi al Parlamento europeo, iniziativa promossa dall’eurodeputata Laura Ferrara e che ha coinvolto quattro istituti d’istruzione secondaria calabrese ovvero: l’IPSCEOA di Botricello (CZ), l’Istituto tecnico statale Piria Ferraris/Da Empoli di Reggio Calabria, il Liceo Scientifico Filolao di Crotone e il Liceo Colosimo di Corigliano-Rossano.
«Sono  32 i ragazzi beneficiari del quarto bando “La scuola entra al Parlamento europeo” e che hanno avuto l’opportunità di visitare la sede europarlamentare di Bruxelles», Laura Ferrara illustra il bando che sin dal suo insediamento ha continuato a promuovere presso le scuole calabresi. Anche rispetto alle visite a Bruxelles il Movimento 5 stelle si è ampiamente contraddistinto dalla vecchia politica, solita invitare amici, parenti o portatori di voto.
«L’iniziativa nasce dall’esigenza di accorciare la distanza Calabria-Bruxelles – afferma la Ferrara –  così da far comprendere alle nuove generazioni come le decisioni del Parlamento europeo incidano sulle politiche locali. Oltre la visita al Parlamento – continua la Ferrara – i ragazzi e i docenti accompagnatori hanno partecipato al dibattito “Una giornata del futuro Innovazione e nuove professioni nell’era digitale”. La tematica è stata introdotta da relatori che da tempo si occupano di innovazione digitale: la Project manager del Giffoni Innovation Hub Barbara Costabile, il fondatore dei Nomadi Digitali, Alberto Mattei e il Social media expert Luca La Mesa. Attraverso le loro testimonianze ai ragazzi è stata offerta una visione delle tantissime opportunità che il futuro riserva nel campo dell’innovazione. Un ruolo importante hanno certamente la scuola e la politica. Da una parte gli insegnanti hanno la grande responsabilità di non rimanere indietro, camminare di pari passo con le aspettative dei propri studenti. Mentre il legislatore deve mettere a disposizione di questa generazione e di quelle future, strumenti legislativi, appunto, e infrastrutturali – penso alla banda larga, ai tantissimi territori ancora tagliati fuori da una connessione internet veloce- adeguati ai tempi che si evolvono. Mi ha fatto molto piacere notare il grande interesse suscitato nei ragazzi – conclude l’europarlamentare – i quali hanno portato alla luce diverse criticità lasciando intendere che una vera rivoluzione digitale in Calabria faccia ancora fatica ad avvenire».

 

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