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Reggio Calabria, petizione ripristino finanziamento 11 milioni per alloggi popolari

Avviata in questi giorni la raccolta di 500 firme per una petizione popolare  finalizzata a favorire l’assegnazione di alloggi popolari per le famiglie in condizioni di bisogno abitativo e da presentare ai sensi dell’articolo 17 dello Statuto comunale e dell’articolo 19 del Regolamento per l’attuazione degli istituti di partecipazione popolare.

Nella città di Reggio Calabria infatti centinaia di famiglie da anni attendono  l’assegnazione di un alloggio popolare: i vincitori del bando comunale del 2005 e le persone in  emergenza abitativa. Il Comune, negli ultimi 4 anni, avrebbe potuto reperire alloggi per circa 160 famiglie, utilizzando il finanziamento di 11,5 milioni di euro del “Decreto Reggio”, destinato a nuovi alloggi erp. Purtroppo il Consiglio comunale ha deciso con la delibera  nr 70 del 31 ottobre 2016, di impegnare ben 11 milioni di questa somma per altre opere. Alle famiglie richiedenti l’assegnazione di un alloggio, l’Amministrazione ha sempre obiettato l’indisponibilità di alloggi.

Per correggere questa  decisione, con la quale è stato negato il diritto alla casa a tante famiglie a  basso reddito, associazioni, movimenti e famiglie, riunite nell’Osservatorio sul disagio abitativo,  hanno predisposto la presentazione di una petizione popolare. L’obiettivo  è far sì  che il Consiglio comunale ridiscuta e quindi ripristini, con una delibera, il finanziamento  di 11 milioni per l’acquisto di nuovi alloggi popolari e predisponga i successivi atti necessari per renderlo operativo.

La richiesta  è legittima ed  applicabile, considerato che le opere del Decreto Reggio,  alle quale si presume sia  stato destinato il finanziamento,  non sono state ancora realizzate, mentre le condizioni delle  famiglie in bisogno abitativo peggiorano di giorno in giorno.

La petizione prevede  la richiesta di acquisto di nuovi alloggi. In città infatti ci sono migliaia di case private vuote, oltre 60.000 (Istat),  che potrebbero essere utilizzate, evitando il consumo di altro suolo, la realizzazione di  altri ghetti e ottenendo più velocemente gli alloggi da  assegnare.

L’acquisto di nuovi alloggi garantirebbe il diritto alla casa alle famiglie in stato di bisogno abitativo. Ma non solo. Attraverso l’acquisto di nuovi alloggi, si  bilancerebbe  l’azione di dismissione dell’intero patrimonio erp nel territorio comunale (alloggi di proprietà comunale e dell’Aterp), in atto da anni con costanti  operazioni di vendita degli alloggi popolari.

Non si può dimenticare che questo patrimonio costituisce  il welfare strutturale, a garanzia  del diritto alla casa per le famiglie a basso reddito; la sua dismissione è quindi un ulteriore colpo al cuore alle fasce più deboli e a tutti coloro che nel prossimo futuro potrebbero perdere il lavoro e non potranno sostenere le spese di un affitto sempre più alto rispetto al reddito percepito.

Il “dogma” politico secondo cui in periodo di crisi è necessario  dismettere il patrimonio e non implementarlo e nemmeno mantenerlo segue una logica neoliberista da evitare. Questo assunto  non considera infatti la necessità di mantenere e sviluppare le misure di welfare, garantite proprio dai beni in vendita,  e soprattutto  non valuta  gli elevati costi sociali di questa scelta. Non è trascurabile inoltre  l’effetto positivo del welfare abitativo, costituito dal  patrimonio di alloggi popolari, nel garantire il diritto alla casa ma anche altri obiettivi sociali quali l’inclusione, il miglioramento delle condizioni di salute,  la calmierazione dei canoni di affitto.

Pertanto, la rete di associazioni e movimenti invita a firmare la petizione popolare come forma di rivendicazione sociale, affinché l’Amministrazione comunale attivi un’efficace  politica della casa al servizio del bene comune.

La petizione può essere firmata dai cittadini italiani e  comunitari regolarmente residenti nella città di Reggio Calabria, e dai  cittadini   extracomunitari  residenti nel Comune e con  regolare permesso di soggiorno. Per avere altre notizie e sapere i luoghi di raccolta firme, scrivere una mail all’indirizzo unmondodimondirc@gmail.com  o telefonare al 3299036972. Il testo della petizione e la delibera di Consiglio Comunale nr 70 del 31 ottobre 2016  sono reperibili on line.

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