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Lettera aperta della FIL sulla Sanità Regionale e Provinciale

Quando tutto lasciava presagire l’ennesimo nulla di fatto, ecco apparire all’improvviso come un fulmine che squarcia le nubi la risoluzione del Consiglio dei Ministri che, nella nottata di venerdì 7 novembre, licenzia l’ing. Scura dall’incarico di Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito pubblico della Regione Calabria: una esperienza fallimentare che ha portato allo squasso di quel poco di buono che era ancora rimasto della sanità in Calabria, producendo tagli degli ospedali e delle prestazioni sanitarie e riducendo la sanità calabrese ad una mera chimera, al pari di un sogno irrealizzabile nella mente di chi sfortunatamente si è venuto a trovare inaspettatamente nelle condizioni di doversi curare. Il tutto in una regione con il più basso reddito pro-capite d’Italia e il più elevato tasso di disoccupazione giovanile!

Per non parlare dell’ASP di Reggio Calabria: debiti fuori controllo, pagamenti incauti di prestazioni specialistiche fuori legge, sfolgoranti carriere dirigenziali abusive, conferimento di incarichi completamente inappropriati, atti aziendali senza alcuna logica di interconnessione ospedale-territorio, procedure di reclutamento di personale in totale spregio alla normativa di legge, senza alcuna programmazione e bilanci di esercizio fermi al 2013. Il tutto debitamente segnalato e denunciato da anni nel solo ed esclusivo dovere morale e senso di legalità, da parte di questa organizzazione sindacale, associazioni di categoria, comuni cittadini, agli organi dello stato, procure della repubblica, organi di verifica e controllo. Fino ad arrivare  all’ultimo atto di pirateria organizzativa con cui, l’ing. Scura con protervia, tracotanza, arroganza, si impossessava della gestione dell’ASP di Reggio Calabria, illegalmente autonominandosi Soggetto attuatore, in spregio alla normativa che disciplina la procedura di nomina del commissari ad acta che li esclude da altri incarichi nella stessa regione, producendo d’autorità una moltitudine di atti di spesa e di gestione, illegali, certamente, ma incauti nella definizione di procedure e di assegnazioni di responsabilità, sia per improvvidi pagamenti sia per la concessione autorizzativa nel conferimento di incarichi per procedure interne, facilitando così il ricorso al fenomeno del mansionismo di fronte al quale l’azienda sanitaria trovandosi soccombente in centinaia di giudizi, continua a sborsare milioni di euro a colpi di sentenze rese dai Giudici del lavoro dei Tribunali di Reggio Calabria, Palmi e Locri. Il tutto accompagnato dalla tracotante presenza dei due direttori, amministrativo e sanitario, che continuano imperterriti a garantire, con la loro abusiva presenza, l’esecuzione delle procedure e dei relativi atti inventati da Scura nella gestione demolitrice dell’ASP, pur sapendo loro stessi di trovarsi nella posizione di un ruolo palesemente abusivo, essendo automaticamente cessati al momento stesso della revoca del direttore generale che li aveva nominati. Ovviamente il governo regionale con Oliverio in testa ha continuato a consentire tale incauta gestione della sanità regionale rendendosi responsabile e connivente con la nomina di commissari e direttori generali dimostratisi palesemente incapaci di affrontare i problemi della sanità, in particolare di quella reggina.

Al presidente Oliverio suggeriamo di provvedere al più presto alla nomina dei direttori generali soprattutto per l’Asp di Reggio Calabria scegliendo finalmente persone capaci e competenti.

Sarà un compito duro per il neonominato commissario gen. Cottarelli e per il sub-commissario dott. Schael risalire la china del risanamento morale, giudiziario e legale necessario per intraprendere quel cammino di legalità e risanamento finanziario per un debito giunto ormai a limiti fuori portata, che certamente continuerà a gravare nelle tasche dei calabresi, i quali si troveranno inconsapevolmente a dover rispondere della scellerata gestione della sanità pagando più tasse.

 

Il Segretario Generale

Giuseppe Martorano

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