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Imbalzano: “Si istituiscano anche all’Asp di Reggio i nuclei di cure primarie”

“Nonostante le ripetute indicazioni legislative di questi anni, con la  crescente necessità di un riordino della sanità territoriale anche nel territorio di competenza dell’ASP 5 di Reggio, che hanno indicato  nel potenziamento delle attività sul territorio uno degli strumenti strategici per qualificare il sistema sanitario regionale, lo strumento dei “NUCLEI DI CURE PRIMARIE” rimane un tabù  nell’area della Città Metropolitana. Eppure è al Medico di Medicina Generale che viene affidato il compito centrale di tradurre i bisogni sanitari dei pazienti in domanda di assistenza da parte del Servizio Sanitario Regionale”.

E’ quanto afferma Candeloro Imbalzano, già presidente della Commissione “Bilancio, Attività Produttive e Fondi Europei” del Consiglio Regionale,  che sull’argomento da anni si spende  con tenacia e con la consapevolezza dell’importanza di questo strumento: per tutte le iniziative assunte, si ricorda  la sua  Mozione n. 85 del 14.1.2013 approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale e rimasta inapplicata solo  nel reggino.

“Le urgenti criticità tra bisogni e risorse disponibili richiedono da una parte un attento governo dei consumi sanitari, dall’altra un progressivo orientamento della rete di offerta in funzione dei bisogni reali di salute, nell’ottica di una riqualificazione della spesa. Il Medico di Medicina Generale è il punto di riferimento per alcune prestazioni sanitarie ed è l’interfaccia naturale rispetto alle esigenze degli assistiti. E ciò impone ormai ineludibilmente, così come è stato fatto positivamente nelle altre due  province di Catanzaro e Cosenza,  lo sviluppo delle forme associative dei M.M.G., costituiti in team multi professionali, garantendo un efficace sistema di controllo della progressione patologica che, se non efficacemente contrastata, porta inevitabilmente a ripetuti ricoveri, con sensibile aggravio della spesa sanitaria”, aggiunge ancora Candeloro Imbalzano.

“Da qui l’esigenza, ormai indifferibile, se non si vogliono continuare ad intasare i Pronti Soccorso dei nostri Ospedali con una miriade di codici bianchi, che anche l’Asp di Reggio, dopo l’eventuale stipula di accordi aziendali con le OO.SS., provveda a rilasciare le dovute autorizzazioni alle tante Associazioni Finalizzate Territoriali (A.F.T.)  che da tempo sono organizzate per questo servizio in tutto il territorio provinciale e che ne hanno fatto espressa richiesta. Ci risulta che nel solo comprensorio reggino che va da Bagnara a Melito  attendono questo “passi” ben 9 di queste Associazioni, composte ciascuna da 12 medici, per un totale di 108 Medici di Medicina Generale che garantirebbero il servizio per 12 ore e 2 U.C.C.P.  operative H 24”, continua ancora Candeloro Imbalzano.

“Con la nascita di queste Associazioni, si  valuta nel 25-30%, secondo l’esperienza consolidata nelle altre due Province Calabresi, il decongestionamento dei Pronti Soccorso negli Ospedali di riferimento, con un netto miglioramento del servizio di assistenza, riduzione delle ore di attesa dei codici bianchi, imponenti  risparmi di risorse pubbliche  e, finalmente,  utilizzo dei cospicui finanziamenti disponibili per l’Area delle Cure Primarie, rimasti congelati  da anni, per motivi ingiustificabili”, conclude Candeloro Imbalzano.

 

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