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ACRI – MACA E FONDAZIONE PADULA CON SLOW FOOD

Un percorso di riappropriazione e fruibilità degli spazi e di ritorno alla terra a partire da un progetto culturale che testimonia e documenta il passato ed il presente, l’abbandono ed il fenomeno dello spopolamento del centro storico di ACRI.

Un auspicio, un invito attraverso la fotografia. – Sarà, questo, il filo rosso sotteso al contributo del prestigioso MUSEO ARTE CONTEMPORANEA ACRI (MACA) e dell’altrettanto prestigiosa FONDAZIONE VINCENZO PADULA, tra i partner del 1° FORUM REGIONALE DEL RITORNO ALLA TERRA ED ALL’ENTROTERRA. – Continuano a crescere le adesioni all’evento promosso dal Convivium POLLINO SIBARITIDE ARBERIA e dall’Amministrazione Comunale di ACRI che si terrà DOMENICA 9 DICEMBRE (dalle Ore 16) nel prestigioso Palazzo SANSEVERINO FALCONE, nel Centro Storico della Città del Santo Angelo.
È quanto fa sapere il Fiduciario Lenin MONTESANTO cogliendo l’occasione per rinnovare l’invito ai produttori ed ai giovani cervelli che sono rimasti e contribuiscono a dare valore aggiunto alla Calabria ad iscriversi per intervenire e condividere storie ed esperienze di una rivoluzione, quella del cibo, che può cambiare il destino di questa regione.
Aumentano i partner dell’iniziativa che è stata patrocinata dalla REGIONE CALABRIA. Insieme al Convivium con sedi a SARACENA, CORIGLIANO ROSSANO e VACCARIZZO Albanese ci saranno anche l’Associazione ACRI SOGNA, le Condotte Slow Food di CROTONE e di TIRANA in Albania, il Museo Micologico e Naturalistico Sila Greca di ACRI, la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) Calabria Nord e Coldiretti Calabria.
Per l’occasione all’interno del MACA, dopo lo straordinario successo di presenza all’undicesima edizione del prestigioso Premio conclusosi nei giorni scorsi e tributato tra gli altri, al giornalista Ezio MAURO, al filosofo ed ex Sindaco di VENEZIA Massimo CACCIARI ed al regista Paolo VIRZÌ, la Fondazione Vincenzo PADULA riproporrà la mostra DISSESTO di Salvatore DE VINCENTI, una tiratura limitata di fotografie stampate con procedimento analogico nel centro storico di ACRI. – Si tratta del materiale attraverso cui si vuole avviare un laboratorio artigianale di stampa ed un collettivo artistico. Vuole essere uno spunto di riflessione sul modo di vivere e abitare in relazione al lavoro, alla terra, alla natura e al paesaggio a partire da un brandello di realtà oggi così estremamente marginale e indifferente, un racconto dei luoghi senza più le persone. Si delinea così la rappresentazione di una percezione di periferia interna al tessuto urbano, che sta anche (soprattutto) nella memoria di quei luoghi, per chi può averne. – In occasione dell’evento Slow Food, saranno esposte le stampe ai sali d’argento raffiguranti interni di abitazioni abbandonate con all’interno strumenti tipici della civiltà contadina e l’interno di alcuni dei numerosi forni a legna che un tempo (fino agli anni ’50) erano dislocati all’interno del centro storico.

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