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Reggio Calabria – Giordano (Pri): “Quale Smart city?”

“Ad oggi è del tutto evidente che il termine “Smart City” è servito solo a riempire la bocca di quale politico locale. A confermarlo ci ha pensato l’ICity Rate 2018, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, volto a rappresentare con precisione la condizione delle città italiane che hanno avviato il processo per diventare “smart”, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili – scrive DEMETRIO GIORDANO, Partito Repubblicano Italiano Segretario sezione “R.Sardiello” – Reggio Calabria.

“Secondo il rapporto, pubblicato a fine ottobre, la città di Reggio Calabria si è posizionata al 97 posto su 107, con tendenza al peggioramento.
Intanto il 7 novembre la Commissione Europea ha lanciato l’invito a partecipare al bando WiFi4EU, attraverso il quale la Commissione “intende promuovere le connessioni wi-fi GRATUITE per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta l’Europa”, così come descritto nel bando.
Il bando, aperto a tutti i Comuni dell’EU, dava l’occasione di richiedere attrezzare per le zone in cui non esiste ancora un hotspot wi-fi pubblico o privato. Si auspicava un interesse massimo, visto che il portale per le richieste veniva chiuso alle ore 17.00 del 9 novembre ed i progetti saranno selezionati in base all’ordine di presentazione.
Appena pubblicato il bando, è stata la stessa Regione Calabria ad incoraggiare la partecipazione attraverso il sito ufficiale. Anche il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto ha pubblicato la notizia sul suo sito e sulle sue pagine social.
Catanzaro, che nella classifica dell’ICity Rate 2018 è alla 94 posizione, ha presentato la richiesta. I Repubblicani reggini si chiedono se per puro caso, anche qualcuno da Palazzo San Giorgio abbia presentato la domanda di partecipazione, oltre a voler sapere se almeno qualcuno dall’Europe Direct di Reggio Calabria (lo sportello diretto della Commissione nel territorio) abbia manifestato interesse al bando. La cosa non doveva poi fare troppi giri d’uffici visto che l’assessorato alle politiche EU e quello alla Smart City cadono sulla stessa persona, che è Giuseppe Marino.
Siamo abituati alla trasparenza di questa amministrazione che, tuttavia, spesso e volentieri è così trasparente da non permettere di vedere niente. Infatti sia nel sito del Comune (che nella sezione Smart City è fermo al 2016) che in quello dello Europe Direct non compare traccia del bando.
I repubblicani auspicano che, per l’ennesima volta, la città non abbia perso un’altra buona occasione per sviluppare il proprio apparato informativo, migliorare la digitalizzazione dei servizi al cittadino, l’Open Government, ePartecipation, e le tante altre belle parole sempre più utopiche per una città che di Smart sembra avere ben poco”.

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