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Il CIS ha presentato il volume “Miti, riti e maschere” di Ettore Pensabene

Il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per la prima volta nella città di Reggio Calabria, ha organizzato, nei locali della Biblioteca comunale “P. De Nava”, la presentazione del libro “Miti, riti e maschere1985 – 2015 opere scelte di Teatro e poesiadi Ettore Pensabene. Dopo i saluti di Demetrio Delfino, Presidente del Consiglio comunale di Reggio Calabria, è stato proiettato un video realizzato da Luciano Pensabene che ha illustrato la molteplice attività di attore, poeta e pittore di Ettore Pensabene. Loreley Rosita Borruto ha sottolineato che “Miti, riti e maschere” è una raccolta di poesie e testi teatrali che comprendono un arco temporale di oltre 30 anni. Il libro è impreziosito dalla prefazione di Paola Radici Colace e di un commento del regista Walter Manfrè. Paola Radici Colace, prof. Ordinario di Filologia classica, Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, dopo aver analizzato gli aspetti della scrittura di Ettore Pensabene ha evidenziato che oltre ad autore di testi teatrali è stato anche uomo da palcoscenico e che nella sua esperienza professionale ha attraversato tutti ruoli della messinscena. Da attore, Ettore Pensabene ha lavorato dapprima a Reggio Calabria, nel Teatro Calabriadiretto da Rodolfo Chirico, quindi ha collaborato con il Blu Sky Cabaretdiretto da Mimmo Raffa.Come attore professionista ha lavorato con la regia di Walter Manfrè ne La locandieradi Goldoni, nella Cantata dei pastoridi anonimo, nel Liolà di Luigi Pirandello. Ha preso parte al film Un ragazzo di Calabriadi Luigi Comencini e ad un serial diretto da Nino Zaccheri.Ha preso parte anche a trasmissioni radiofoniche e televisive per la RAI:Boccheciampe, sceneggiato realizzato da Sharo Gambino con la Struttura di Programmazione della Rai di Cosenza, e Noi lazzaroni, sceneggiato televisivo tratto dal romanzo di Saverio Strati, diretto da Giorgio Pelloni edito da Mondadori. La relatrice ha ricordato che il mondo teatrale di Pensabene è avvolto da una nota di pessimismo esistenziale, che avvolge i personaggi favolosi e mitici con le note dolenti del quotidiano, mentre dietro le ambientazioni sceniche si riconoscono le viuzze del quartiere in collina a Spontone di Catona suo luogo d’origine. Nelle opere di Ettore Pensabene il mito diventa dunque uno specchio che riprende angosce, conflitti e dolori di un mondo, antico e moderno, che rimane identico a se stesso nei desideri e nelle pulsioni e dove ogni creatura ripercorre nel microcosmo della propria vitale tappe di un’antropologia dolente e disgraziata. Il critico letterario Paolo Arecchi ha fatto un avvincente commento alla poesia di Ettore Pensabene, poesia limpida e trasognata, trasfiguratrice di profondi sentimenti e di profonde emozioni ricca di atmosfere magiche. È anche poesia ideologica, politica, sociale, attenta al bene della Polis.Brani scelti del libro interpretati dagli attori Luciano Pensabene e Antonio Cotroneo hanno deliziato il numeroso pubblico.

 

 

 

 

 

 

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