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Cosenza – Bevacqua: “mini impianti per l’ATO”

“Abbiamo la normativa regionale organica, abbiamo le risorse, ma non si sblocca l’iter per la realizzazione del nuovo impianto relativo ai rifiuti prodotti nell’ATO di Cosenza, nonostante i vari incontri promossi dal dipartimento Ambiente e dal suo assessore. Se siamo ancora a questo punto, credo sia opportuno pensare a una soluzione impiantistica plurale, che crei meno allarmismi (spesso ingiustificati) e sia meglio gestibile dai Sindaci e dagli amministratori dei territori. È questo che intendo proporre, in qualità di Presidente della Commissione Ambiente, in un prossimo incontro che chiederò all’assessore Antonella Rizzo”.

È quanto afferma il consigliere Mimmo Bevacqua, il quale aggiunge: “Non vorrei che tutto ciò che in questi anni abbiamo prodotto in termini di programmazione legislativa, mancasse di concretizzarsi e di incidere in maniera positiva sulla vita quotidiana delle comunità e dei territori. Con il Piano Gestione Rifiuti, approvato a dicembre 2016, dopo decenni di disastroso commissariamento, l’attuale maggioranza si è assunta il compito di normalizzare un settore delicato e strategico per l’intera regione: è per questo che esso va reso effettivo ed efficace in tutti i suoi aspetti, a cominciare dal complesso degli interventi impiantistici a supporto degli obiettivi di recupero/riciclo. È noto che in questi due anni non è stato ancora individuato, non per colpa della Regione, il sito del nuovo impianto da realizzare nella zona settentrionale dell’ATO di Cosenza. A fronte dell’obiettivo tendenziale “zero discariche” e della situazione di prossima saturazione degli impianti esistenti, si impone una riflessione rispetto a questa difficoltà. Per questo, e in ragione delle insofferenze sempre più ampie che registro nella mia costante frequentazione dei territori, credo sia necessario aprire una riflessione sull’opportunità o meno di mantenere l’idea dell’impianto unico. A mio avviso, potrebbe risultare più vantaggiosa una serie di mini impianti concepiti ciascuno per servire le necessità di aree comprendenti bacini con una utenza non superiore a 100 mila abitanti”. “Credo che – conclude Bevacqua –l’ipotesi sia pienamente compatibile con la filosofia complessiva del Piano. Naturalmente, per rivelarsi percorribile, tale strada presuppone che i Sindaci, con il coordinamento della Regione, ne comprendano e condividano le finalità oggettive e la funzionalità per i loro territori. Conoscendo la disponibilità e l’apertura dell’Assessore Rizzo verso tale problematica, sono certo di trovare in lei l’interlocutrice adatta per avviare il confronto con gli amministratori locali”.​

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