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Castrovillari – Guccione fa il punto sull’ospedale

“L’intero appalto non è stato gestito secondo i canoni e la normativa vigente in tema di Appalti pubblici”. Tante, troppe sono le anomalie emerse sulla situazione delle sale operatorie dell’ospedale Spoke di Castrovillari. Anomalie contenute all’interno della documentazione fornita dall’Asp di Cosenza su richiesta del consigliere regionale Carlo Guccione.

Dalla lettura delle carte emergono «fatti e circostanze gravi, sprechi, inadempienze, difformità progettuali – afferma il consigliere Guccione – che hanno portato a una lievitazione dei costi e alla realizzazione di quattro sale operatorie che oggi non possono essere utilizzate nonostante formalmente i lavori risultino ultimati. Uno spreco che fino ad oggi è costato ai cittadini circa cinque milioni di euro.
Le recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l’Asp di Catanzaro, testimoniano come la sanità calabrese sia un settore sempre più in sofferenza, soffocato dalla ’ndrangheta e dall’intreccio tra mala politica e affari. E nel frattempo la discussione sulla sanità in Calabria si concentra solamente su chi debba fare il commissario. Tutto ciò provoca rabbia e indignazione. In questi anni sono state dilapidate importanti risorse economiche che dovevano servire a curare i cittadini e ci hanno consegnato, invece, delle sale operatorie inutilizzabili».
Dall’esame della documentazione viene fuori che “è evidente che l’intero appalto non è stato gestito secondo i canoni e la normativa vigente in tema di Appalti pubblici. Già la valutazione iniziale della proposta progettuale non è stata accurata dal punto di vista tecnico, visto che la progettazione “definitiva” presentava alcune carenze, puntualmente emerse nelle fasi successive a cui si è dovuto in parte far fronte e in parte ancora provvedere. Il progetto non era completo anche nella parte riguardante la prevenzione incendi”.
A ciò poi si aggiunge il fatto che «l’ospedale Spoke di Castrovillari risulta avere 93 posti letto per acuti su 226 previsti. Questo metterebbe a rischio – sottolinea Guccione – i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi per le attività ospedaliere (leggi regionali 24/2008 e 81/2016) portando alla chiusura del presidio».
Il consigliere regionale Carlo Guccione ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Mario Oliverio, sulla base delle anomalie riscontrate dalla lettura della documentazione: “Il progetto quindi non è stato reso cantierabile e non è stato validato come la norma prevedeva anche in termini di dichiarazione di disponibilità delle aree di cantiere – è scritto nella documentazione -, tant’è che sono stati consegnati i lavori all’impresa appaltatrice ma risultavano non disponibili prima tutti i locali oggetto di intervento e poi alcuni. Ciò ha portato l’impresa a chiedere conto di tali ritardi con le riserve avanzate e contabilizzate e poi riconosciute al 50 per cento”.
Dalle carte in merito al collaudo e la messa in esercizio delle sale operatorie del presidio ospedaliero di Castrovillari emerge inoltre che “non si è dato corso alla nomina del Collaudatore Tecnico Amministrativo in Corso d’Opera già nella fase di inizio lavori, quanto invece la norma prevedeva e prevede per il tipo di appalto in questione, la presenza del collaudatore per ovvi motivi tecnici e di contabilità. Tale nomina è stata effettuata nell’anno 2017 cioè dopo che i lavori si ritenevano conclusi”.
“Risultano durante la conduzione dei lavori, variazioni tecniche ed economiche importanti al progetto iniziale – è scritto sempre nella documentazione -, senza che vi sia stata una progettazione esecutiva fortemente spinta, vista l’appalto a corpo; senza la stesura di un nuovo contratto, senza il concordamento dei nuovi prezzi. Anche alcune approvazioni non vi risultano agli atti”.
È da evidenziare inoltre che “le opere sono state accertate e dichiarate ultimate conformemente al progetto anche se proprio così non è stato, visto le carenze dell’opera evidenziate”.
«Una situazione così allarmante – sottolinea il consigliere regionale – non può essere affrontata in maniera burocratica e ragionieristica da parte della Regione che ha nominato i manager delle Asp e delle Aziende Ospedaliere. È necessario dare una svolta. Troppi i silenzi da parte della Regione anche in riferimento a quanto accaduto all’Asp di Catanzaro. Vanno messe in atto tutti gli interventi necessari a garantire il diritto alla salute e va potenziato immediatamente il presidio ospedaliero Spoke di Castrovillari».

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