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A Reggio Calabria riparte “Lavoro di Squadra”

Con l’OpenGame al PalacolorCsi di Pellaro, si è aperta ufficialmente domenica 10 novembre a Reggio Calabria la terza fase del progetto Lavoro di Squadra, coordinato da ActionAid e cofinanziato da Fondazione CON IL SUD e Axa Italia. CSI, ActionAid e Consorzio Macramè, hanno animato l’impianto sportivo Comunale, in gestione CSI, con circa 80 giovani del territorio, presentando il nuovo ciclo del progetto che partirà dalla prossima settimana. La pallavolo è stata la disciplina dominante, a cui si aggiungeranno anche il calcio a 5 e la pallacanestro. Oltre alle attività sportive, il progetto Lavoro di squadra prevede un allenamento al lavoro e motivazionale, al fine di supportare i Neet nell’individuazione del percorso formativo e lavorativo più adeguato alle proprie competenze.

L’idea di aprire gli spazi sportivi, in città, alla libera partecipazione dei residenti nasce dall’esigenza di sviluppare significativi processi di partecipazione tra i ragazzi e le ragazze che non studiano e non lavorano e che in alcuni casi, soprattutto nelle periferie meno attrezzate delle città, sono a rischio devianza.

Proprio per questo, qualche settimana fa, il pm del Tribunale di Reggio, Stefano Musolino ha invitato, durante un incontro pubblico, le agenzie educative e gli adulti del territorio a scommettere sui ragazzi, investendo maggiormente su spazi di incontro e condivisione. Saranno infatti il PalacolorCsi di Pellaro, come ha annunciato Paolo Cicciù presidente del CSI, il centro sportivo Sporting Bocale e l’area giochi esterna al palazzetto di Pellaro, gli avamposti educativi dedicati a questo percorso di cittadinanza, integrazione sociale e lavorativa. Lavoro di squadra, attivo a Reggio Calabria dalla fine del 2016, nei primi due anni ha coinvolto i ragazzi residenti ad Arghillà, i quali attualmente, oltre ad essere impegnati nel tentativo individuale di realizzare il proprio progetto formativo e professionale, animano la polisportiva Quattrone – nata nel quartiere, proprio grazie al progetto – che, a poche settimane dall’avvio dell’attività, vanta oltre trenta iscritti e prosegue l’attività agonistica, partecipando con la compagine Arghillà a colori – squadra nata sempre all’interno del progettoai tornei locali.

Secondo Eleonora Scrivo di ActionAid è “un traguardo notevole che ragazzi, a lungo esclusi e vittime di pregiudizi legati al quartiere di provenienza, grazie allo sport, abbiano avuto la possibilità di misurarsi con realtà cittadine sconosciute, nel principio che la competizione sana renda tutti uguali, di fronte alle esperienze del successo e della sconfitta”.

Anche nei prossimi mesi, i “veterani” del progetto incontreranno i nuovi iscritti, durante tornei e scambi di esperienza, con l’obiettivo non solo di condividere e confrontare i percorsi, ma anche di abbattere distanze inesistenti, tra quartieri, spesso visti come irraggiungibili, seppure lontani solo poche decine di minuti.

 

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