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Reggio Calabria – Agliano interviene sulla questione dello stadio Granillo

Il motto decoubertiano e l’importanza di partecipare non vale, o meglio, non può valere per gli sportivi reggini, costretti a perenni sacrifici e umiliazioni da un’amministrazione comunale incapace di provvedere alla manutenzione e  assicurare la piena fruibilità dello stadio comunale “O. Granillo”.

I tifosi della Reggina vorrebbero almeno partecipare alle partite in casa della formazione amaranto (per le quali molti hanno sottoscritto un abbonamento) ma ciò a Reggio Calabria non è possibile. Vorremmo non credere ai nostri occhi e alle nostre orecchie, vorremmo credere sia solo un brutto sogno. Invece no, tutto vero, incredibilmente vero!. L’incapacità, ormai cronica, della giunta Falcomatà miete l’ennesima vittima e questa volta è uno dei simboli storici della città: la REGGINA. Una squadra che per anni (per noi da e per sempre) indiscussa bandiera di un riscatto sportivo, sociale ed antropologico del nostro territorio. Mai nella sua centenaria storia la società amaranto è stata costretta all’esilio e questa amministrazione di centrosinistra c’è riuscita. Già per due partite interne, su un totale di tre stagionali (e chi sa ancora per quanto), la squadra amaranto è stata costretta a giocare in campo neutro, lontana dalla sua città, dai suoi tifosi e dal suo sostegno. Esiliata, sfrattata, allontana, ripudiata da un’amministrazione comunale incapace, inadeguata, indecorosa rappresentante di una intera città che subisce le (non)scelte di una giunta infantile, aggrovigliata tra gli interessi di carrierismo politico di alcuni e dall’indifferenza e l’incapacità di altri.

E Reggio subisce, mentre sembra che a questo peggio non ci sia fine. Sono passati quattro mesi dalla fine della precedente stagione calcistica e uno dall’inizio dell’attuale e i lavori necessari per ristabilire l’agibilità del “Granillo” non si sa quando saranno completati, con gli abbonati giustamente pronti a chiedere il rimborso e la Reggina costretta ad elemosinare l’ospitalità di altre città e di altre società. Come se Reggio Calabria fosse diventata l’ultimo dei paesini in cui non è possibile nemmeno garantire una partita di calcio.

Sono passati pochi anni – conclude la nota di “Reggio Futura” – eppure sono lontani, lontanissimi, i tempi della “città europea della sport”. I tempi in cui i 30mila del “Granillo” regalavano spettacolo all’intera Italia sportiva sostenendo la Nazionale, con “calore e colore”, con la passione storicamente salda nel nostro dna reggino.

Oggi, invece, quello stesso stadio abbandonato, mestamente chiuso “per bulloni non sostituiti”, è l’emblema del fallimento di questo centrosinistra, presentatosi come portatore di una nuova primavera ma che, a questa città, ha somministrato solo ed esclusivamente il freddo gelido di un inverno perenne. Questa del Granillo, è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle pessime figure rimediate dalla “giunta della svolta” che va avanti solo con slogan, annunci e lo stucchevole refrain “la colpa è di quelli che c’erano prima”, ma che non ha forse ancora compreso la stanchezza dei reggini, ormai stremati e disillusi, i quali, invece, hanno ben compreso che la “svolta” ha portato la città verso il baratro.

Con buona pace di De Coubertin a Reggio Calabria, purtroppo, è impossibile partecipare, figuriamoci vincere. Una sconfitta che ha una firma precisa, quella di Falcomatà e soci.

 

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