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Reggio Calabria – Appuntamento promosso dall’Anassilaos

Con la Mostra di Giuseppe Diaco sul tema “Dalla <inutile strage> alla Pace”,  che citaun brano della  lettera ai “Capi dei popoli belligeranti” di Papa Benedetto XV, datata  1° agosto 1917, l’Associazione Culturale Anassilaos apre la stagione del 30° Premio Anassilaos di arte cultura economia e scienze che avrà come spunto di riflessione la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, a settanta anni dalla proclamazione (giovedì 8 novembre), la Costituzione Italiana nel settantesimo della sua entrata in vigore e, appunto, la guerra e la pace a cento anni esatti dalla conclusione della Grande Guerra. Martedì 20 settembre presso la Sala Villetta De Nava della Biblioteca Comunale, con inizio alle ore 16,45,si terrà la cerimonia di inaugurazione della mostra promossa dall’Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con il Comune di Reggio Calabria, la Deputazione di Storia Patria per la Calabria e la stessa Biblioteca Pietro De Nava con la partecipazione del Prof. Giuseppe Caridi, Presidente Deputazione Storia Patria, del Prof. Antonino Romeo e del curatore della Mostra Giuseppe Diaco e l’intervento dell’Ing.  Nicola Pavone, Presidente UNUCI di Reggio Calabria e di Stefano Iorfida, Presidente Anassilaos. A condurre l’incontro sarà il Dott. Luca Pellerone, Vicepresidente Anassilaos Giovani. Ai presenti sarà donata una speciale cartolinache celebra la conclusione del terribile conflitto e commemora i caduti. Attraverso giornali, cartoline  e documenti originali,  inerenti in molti casi anche vicende relative alla città di Reggio Calabria, Giuseppe Diaco ripercorre i cinque anni di un conflitto (1914-1918)  che nato quasi per caso dall’assassinio, a Sarajevo, dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono della Duplice Monarchia e ritenuto sia dagli stati maggiori che dai governanti di breve durata,  si protrasse invece per un quinquennio coinvolgendo il mondo intero. Sulla cecità dei “Signori della Guerra”  e, purtroppo, anche dei popoli europei che dall’una e dall’altra parte degli schieramenti accompagnarono con giubilo i soldati che andavano alla carneficina, si levò inascoltata, e spesso anche derisa da entrambi i contendenti, la voce profetica di Papa Benedetto XV, ancora oggi poco compreso e forse poco amato. Dalla Enciclica “Ad Beatissimi Apostolorum” (del 1 ° novembre 1914) alle successive Esortazioni Apostoliche (“Allorchè fummo chiamati” del 28 luglio 1915 e “Des le Dèbut” del 1° agosto 1917) egli implorò, suggerì e  propose soluzioni per giungere “quanto prima alla cessazione di questa lotta tremenda, la quale, ogni giorno più, apparisce inutile strage”.“Il tremendo fantasma della guerra– scrisse nel 1914- domina dappertutto, e non v’è quasi altro pensiero che occupi ora le menti. Nazioni grandi e fiorentissime sono là sui campi di battaglia… Nessun limite alle rovine, nessuno alle stragi: ogni giorno la terra ridonda di nuovo sangue e si ricopre di morti e feriti…”  e nel 1915 “Nel nome santo di Dio… scongiuriamo Voi, che la Divina Provvidenza ha posto al governo delle Nazioni belligeranti, a porre termine finalmente a questa orrenda carneficina, che ormai da un anno disonora l’Europa. È sangue fraterno quello che si versa sulla terra e sui mari! Le più belle regioni dell’Europa, di questo giardino del mondo, sono seminate di cadaveri e di ruine: dove poc’anzi fervevano l’industre opera delle officine ed il fecondo lavoro dei campi, ora tuona spaventoso il cannone e nella sua furia demolitrice non risparmia villaggi, né città, ma semina dovunque e strage e morte”. La mostra resterà aperta nei locali della Villetta De Nava fino al prossimo 4 novembre.

 

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