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Nuovo materiale InterCity sulla Jonica: nota dell’Associazione Ferrovie in Calabria

Dopo aver documentato nelle scorse settimane le prime corse prova del nuovo materiale rotabile Intercity destinato ai collegamenti tra Reggio Calabria Centrale e Taranto, seguite dall’avvio dell’esercizio ordinario lo scorso 10 settembre sulla coppia di IC 562/559 RC – TA e vv, non potevamo non testare le comode vetture che, sotto una nuova veste, tornano dopo quasi dieci anni sulla Ferrovia Jonica.

Nello specifico, abbiamo effettuato un viaggio tra Soverato e Brancaleone lo scorso 12 settembre a bordo dell’InterCity 559 Taranto – Reggio Calabria Centrale, posto in coincidenza nella città jonica pugliese, con l’InterCity Notte 765 proveniente da Milano Centrale. In senso opposto, l’InterCity 562 Reggio Calabria Centrale – Taranto, trova in coincidenza l’InterCity Notte 758 Lecce – Taranto – Milano Centrale.

 

Il 12 settembre il “nostro” InterCity 559 era composto da due vetture UIC-Z Eurofima (di cui una ex prima classe), con in testa la locomotiva D445 1056 dotata di impianti di lateralizzazione per il controllo dell’apertura/chiusura porte. Già la prima impressione, all’arrivo del treno in stazione a Soverato, è ottima: si nota prima di tutto, oltre alla presenza delle prese per gli impianti di lateralizzazione sul frontale del locomotore e la livrea appena rinnovata, un “sound” decisamente diverso rispetto alla D445 utilizzate fino a giugno. Miracoli delle Officine Grandi Riparazioni di Rimini (oggi Officine Manutenzione Ciclica), che hanno dato un deciso “shock” alle trentennali locomotive D445, attraverso una accurata revisione di motore e generatrice, installazione degli impianti di lateralizzazione porte e soprattutto impianto anti-incendio che prolungherà la vita utile di 8 unità di questi locomotori oltre il 2021. Le due carrozze UIC-Z Eurofima, pur risalendo al 1979, di fatto hanno ormai ben poco di originario, al di là ovviamente di telaio, cassa, porte ed ottimi carrelli FIAT dotati di smorzatori antiserpeggio che consentono una velocità massima di 200 km/h a queste vetture. Gli interni (originariamente a scompartimenti), infatti, negli ultimi 5 anni sono stati integralmente rinnovati, al punto da aver costituito di fatto una nuova tipologia di carrozze a salone, in parte utilizzate anche per i maggiormente prestigiosi servizi Frecciabianca. Ogni carrozza rinnovata, con corridoio centrale e due file di sedili con disposizione vis a vis, tavolini centrali e prese elettriche, offre ben 78 posti a sedere. Ampio lo spazio per i bagagli, sia sulle bagagliere poste sopra i finestrini, e sia su quelle poste nei vani tra gli schienali dei sedili: rinnovato l’impianto di illuminazione, dotato anche di piccoli punti luce per la lettura individuale, e l’impianto di condizionamento.

E infatti, l’impressione appena saliti a bordo, è stata eccellente: la temperatura interna era (e lo è stata per tutto il viaggio) fresca ma senza alcun eccesso o “effetto phon”. Appena il convoglio ha lasciato la stazione di Soverato, nonostante la composizione minima di due carrozze (noi abbiamo preso posto sulla seconda, una ex prima classe con ampi finestrini), ci ha colpito la quasi totale assenza di rumore proveniente dal locomotore in accelerazione: probabilmente l’unione tra l’approfondita revisione della D445 e la buona insonorizzazione delle carrozze. Partenza ovviamente sprint, vista la composizione per ora mignon: superato il ponte in ferro sul fiume Ancinale, il convoglio è già in piena corsa. Ed anche in questo caso, 10 punti al comfort di marcia: ovviamente è inutile fare qualsiasi paragone con le automotrici ALn668 ed ALn663 che hanno effettuato fino ad oggi questo servizio, quando spesso e volentieri non erano disponibili le composizioni di due carrozze UIC-X del trasporto regionale, utilizzate per la coppia di IC 562/559 fino allo scorso mese di giuno. Il paragone tra le vetture UIC-Z Eurofima e le UIC-X regionali, ovviamente, non regge nemmeno. Per quanto le carrozze UIC-X fossero sicuramente più accettabili delle rumorose automotrici, peraltro non dotate di prese elettriche, aria condizionata stabile e posti numerati e sufficienti, la differenza costruttiva tra le due tipologie di carrozze si nota eccome. L’effetto “frullatore” delle UIC-X, per quanto ristrutturate, e la rumorosità interna, sono ormai un lontano ricordo: sembra di viaggiare sull’olio!

Un’occhiata la diamo anche alla ritirata, ed anche qui, finalmente, la troviamo moderna, pulita e perfettamente funzionante. Sulla comodità dei sedili, nulla da dire: fondamentalmente di pari livello con quelli delle precedenti carrozze UIC-X ristrutturate, anche in questo caso parzialmente allungabili per un maggiore comfort. Sicuramente (ma trattasi di parere soggettivo), non riescono a competere con gli originari sedili presenti sulle vetture UIC-Z analoghe a scompartimenti (utilizzate sugli InterCity Notte), molto più larghi, comodi e maggiormente allungabili al punto da poterne unire due frontali, creando così una sorta di lettino.

Ma attualmente, l’utenza, sembra preferire in ogni caso la vettura a salone ed il layout dei posti a sedere 2+2: giusto seguire quindi il trend, con obiettivo perfettamente raggiunto anche sulla Ferrovia Jonica. Ferrovia Jonica e relativo paesaggio che, con grande piacere, abbiamo potuto finalmente ammirare in tutta comodità, cullati dalla silenziosa corsa del treno, con una temperatura interna gradevole e rilassante. Abbiamo sgranchito le nostre gambe un paio di volte, rimanendo incantanti ad osservare la sinuosità dei binari stretti tra un bellissimo mare estivo, macchia mediterranea (ed ogni tanto qualche eco-mostro, ma questa è un’altra storia!) dai vetri dell’intercomunicante sull’ultima vettura. Fermiamo a Monasterace-Stilo, Roccella Jonica, Gioiosa Jonica, Siderno, Locri (dove incrociamo il corrispondente IC 562), Bovalino, ed ancora in perfetto orario, alle 13.41, arriviamo a Brancaleone. La giovane e disponibile Capotreno della Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia dà il via al breve ma finalmente dignitoso convoglio: prossima fermata a Melito di Porto Salvo e termine corsa a Reggio Calabria Centrale, dopo il lungo viaggio da Taranto a cavallo tra Puglia, Basilicata e Calabria, tra le province di Taranto, Matera, Cosenza, Crotone, Catanzaro e Reggio Calabria. Finalmente una Ferrovia Jonica che rinasce, che torna quasi al passo con gli standard qualitativi del resto d’Italia, e dello stesso versante Tirrenico calabrese: prossimo step dai primi di ottobre, l’inserimento delle analoghe vetture UIC-Z e locomotori D445 lateralizzati anche sulla seconda coppia di IC 564/567 Reggio Calabria Centrale – Taranto, posta in coincidenza a Metaponto con gli IC 701/702 da/per Napoli Centrale/Roma Termini.

Il tutto, propedeutico ad un altro grande obiettivo, atteso ormai da anni: il ritorno dei collegamenti notturni e diurni dal versante jonico al resto d’Italia. In pole position, nel giro di alcuni mesi, un collegamento InterCity Notte tra Milano Centrale e Reggio Calabria Centrale via Roccella Jonica/Catanzaro Lido/Crotone/Taranto/Bari, ed uno InterCity da/per Roma Termini interamente jonico, via Roccella/Crotone/Taranto/Metaponto/Potenza/Battipaglia. Ma per noi di Associazione Ferrovie in Calabria, questo, sarà solo un nuovo inizio e non un punto di arrivo, anche in vista del completamento dei lavori di elettrificazione tra Sibari, Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale tra poco più di un anno.

 

Roberto Galati

Presidente – Associazione Ferrovie in Calabria

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