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Lettera Aperta FIL sulla Sanità Regionale

L’intricata questione sollevata dal decreto del Commissario ad acta, n. 166 del 3 settembre 2018, relativa alla recente anomala nomina del soggetto attuatore con le funzioni di direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria, inizia finalmente a scuotere la coscienza politica regionale, inducendo – secondo notizie di stampa – le forze di maggioranza ad impugnare il provvedimento di (auto)nomina, attraverso l’attivazione delle procedure amministrative dettate dai decreti legislativi che disciplinano il conferimento e/o revoca dei direttori generali, amministrativi e sanitari delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Sorvolando al momento sull’argomento di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere, che rimangono di esclusiva pertinenza della regione e non della struttura commissariale per il piano di rientro, secondo l’orientamento  normativo vigente, la regione in   caso   di esito negativo della verifica del direttore generale,  dichiara   la decadenza immediata dall’incarico, con risoluzione del  relativo contratto   e provvede alla sua sostituzione, nei casi in cui ricorrano le seguenti condizioni:

  • gravi e comprovati motivi;
  • grave disavanzo imputabile al mancato raggiungimento degli obiettivi;
  • manifesta violazione di legge o regolamenti o del principio di buon andamento e di imparzialità dell’amministrazione;
  • violazione degli obblighi in materia di trasparenza.

 

Nei casi richiamati la Regione provvede a richiedere, il parere (non obbligatorio) della Conferenza dei sindaci, che  esprime nel termine di dieci giorni dalla richiesta.

Orbene, é abbastanza eloquente che il decreto di nomina del soggetto attuatore e dell’auto- proclamazione a direttore generale dell’Asp appare il gesto quanto più anomalo  e manifestamente di parte, compiuto dal Commissario Scura, che a palese protezione dell’inadeguato  dott. Brancati  (Scura dixit), gli ha riservato altra fumosa funzione di coordinamento dei servizi territoriali e socio-sanitari in ambito regionale di cui non si conosce l’esistenza, garantendogli   competenze economiche (lo stesso stipendio di D.G.) non più dovute a seguito della sospensione dell’incarico di direttore generale e per il pagamento delle quali va ad attingere  alle già risicate risorse finanziarie regionali,  con l’ulteriore, indifferente aggravamento del debito pubblico, in una regione già martoriata e sottoposta da quasi un decennio a regime di spending review.

Stesso privilegio economico l’ing. Scura l’ha riservato al direttore amministrativo e direttore sanitario, che risultano ancora incollati alle poltrone e agli stipendi (V. delibere pubblicate il 18 c.m. albo pretorio),  sebbene cessati per legge regionale n. 11/2004 con la sospensione del D.G. Brancati.

E con la più grave conseguenza, che i provvedimenti da emanati e pubblicati sono radicalmente INESISTENTI.

Il tutto continua ad avvenire nell’assoluto silenzio degli organi di controllo politici e governativi  e mentre lo stesso commissario ad acta continua a chiudere interi reparti ospedalieri e a sopprimere strutture sanitarie a nome del contenimento della spesa, continuando a  compromettere il diritto alla salute dei cittadini, già abbondantemente ridimensionato.

La scrivente federazione sindacale, continua ugualmente e per come già di recente denunciato,  nell’azione di controllo sulla correttezza delle  procedure gestionali adottate nell’ambito dell’ASP di Reggio Calabria, nel tentativo di condurre nell’alveo della legalità  un’azienda sanitaria martoriata dalle continue, allegre, inadeguate  e fallimentari gestioni .

Le ormai innumerevoli e sempre più  inadeguate direzioni strategiche susseguitesi,   partorite per il noto contrasto del potere politico locale e regionale in ambito sanitario, oltre che produrre l’assoluta disorganizzazione e dissolvenza  dei servizi sanitari, ha leso negli anni    la dignità di quella parte sana di lavoratori che, in silenzio e nell’assoluta indifferenza degli organi di gestione, hanno continuato, con profonda mortificazione e rassegnazione,  a svolgere il proprio dovere, all’interno di un’azienda sanitaria sottoposta periodicamente ad indagini di commissioni d’accesso e gestioni prefettizie straordinarie,  seguitando inesorabilmente a sprofondare nell’abisso del dissesto amministrativo e finanziario, nell’indifferenza di tutti.

A questo punto l’ANAC,la Magistratura, il Tavolo Adduce  e ilGoverno,per il quale sono esercitati i poteri sostitutivi nel piano di rientro, devono fornire al più presto delle risposte certe, per fermare  la deriva di illegalità che ha  sta travolgendo  l’Asp di Reggio Calabria.

Al Sig.Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e alla Procura della Corte dei Conti  si inviano gli articoli pubblicati dai quotidiani locali e regionali, compresa la denuncia di S.E, il vescovo metropolita, sulla vicenda/gestione Scura affinché,  ove ravvisino ipotesi di reato e  di danni erariali , attivino tempestive indagini ed accertamenti per perseguire le connesse responsabilità e impedire che eventuali gli illeciti siano portati ad ulteriori e più gravi conseguenze.

Alla Commissione di accesso nominata da S.E. il Prefetto, si chiede di acquisire i provvedimenti amministrativo-economici relativi alle attuali posizioni di: Dr Brancati, Dr Mesiti, D.ssa Tripodi e Dr Campolo, anche quest’ultimo a stipendio dell’Asp nonostante revocato e sostituito dall’ing. Scura nelle funzioni di soggetto attuatore.

Al Ministro della Salute On.le Grillo, si chiede se e quando il Consiglio dei Ministri delibererà il licenziamento “per giusta causa” del Commissario ad acta ing. Scura.  

Al Governatore della Calabria,On.le Mario Oliviero, si chiede  se ha revocato o intende revocare “per giusta causa”il D.G. Dr Brancati., per evitare soprattutto  l’ulteriore sperpero di pubblico danaro.

A tutti gli organi di stampa e on.lineper la massima diffusione del documento.

Si allegano: Articoli di stampa; decreto commissario ad acta n. 166/2018; nuovo schema delibera Asp Reggio Calabria

IL SEGRETARIO GENERALE                           

               Giuseppe  Martorano

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