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Il 29 settembre la 21esima edizione del Premio Cassano

Il 29 settembre prossimo, con inizio alle ore diciotto, nel Teatro Comunale di Cassano All’Ionio, alla presenza delle autorità religiose e civili della regione, si terrà la cerimonia di consegna del Premio Cassano 2018, XXI edizione, che sarà presentata dall’antropologo Gianfranco Donadio.

I riconoscimenti sono destinati a studiosi antropologi, linguisti, storici, etnomusicologi, case editrici e giornalisti di chiara fama. IL premio, ideato da Leonardo R. Alario, è organizzato dall’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia in compartecipazione con l’Amministrazione Comunale di Cassano, la Banca di Credito Cooperativo Mediocrati e la Fondazione Carical.

Giunto alla ventunesima edizione, il prestigioso Premio è stato assegnato, in passato, al poeta in dialetto Giacinto Luzzi, al cantastorie Otello Profazio, all’arcivescovo Giuseppe Agostino, alla Redazione Giornalistica della RAI Calabria; agli editori Rosario Rubbettino, Mimmo Sancineto, Walter Pellegrini, Editoriale Progetto 2000 di Demetrio Guzzardi, Falzea, Editrice Abramo, Editore Ursini, Walter Brenner, Fratelli Laterza, Casa editrice Piero Lacaita, Casa Editrice Librare, Falco editore, Casa editrice Pensa Multimedia, Donzelli Editore, Editori Laterza per l’editoria d’interesse antropologico ed storico; al documentarista Agostino Conforti, agli etnomusicologi Enzo La Vena, Roberta Tucci, Antonello Ricci, Gruppo Folklorico Pro Loco del Pollino, Gruppo dei Totarella, Danilo Gatto, Ars Enotria Ensemble, Anna Stratigó, Anna Maria Civico, Cataldo Perri, Ignazio Macchiarella, Giovanni Giuriati; agli antropologi Francesco Faeta, Matilde Callari Galli, Gualtiero Harrison, Maria Domenica Combi, Domenico Scafoglio, Mario Bolognari, Vincenzo Spera, Amalia Signorelli, Luigi M. Lombardi Satriani, Elsa Guggino, Lello Mazzacane, Ilario Principe, Marco Marcotulli, Vito Teti, Cesare Pitto, Ignazio Buttitta, Tullio Seppilli, Maria Minicuci, Mario Atzori, Paolo Apolito, Berardino Palumbo, Maria Margherita Satta, Rosario Perricone; ai linguisti Pasquale Caratù, John Trumper, Ugo Vignuzzi, Annaluisa Rubano, Giuseppe Falcone, Giovanni Ruffino, Salvatore C. Trovato, Maria Antonietta Dettori, Edgar Radtke, Max Pfister, Immacolata Tempesta, Maria Teresa Greco Nicola De Blasi, Salvatore Riolo, Francesco Sabatini, Salvatore Claudio Sgroi, Danilo Bertoli, Marcello Aprile, Antonio Montinaro; agli storici André Guillou e Umberto Laffi, Giovanni Brancaccio, Cesare Colafemmina, Felice Costabile, Domenico Minuto, Alberto Ventura, Giorgio Otranto, Francesco Salvatore Prontera, Vera Falkenhausen, Pier Gionanni Guzzo, Giovanni Morello; al museologo Francesco Mainieri, al Museo demologico dell’economia, del lavoro e della storia sociale silana, a Giusy Drosi e Matilde Tursi per l’Opera Prima, alle riviste Katundi Yne, Confronti-Quaderni dell’Altra Cultura. A Gianfranco Donadio, Rosario Chimirri, Mons. Luigi Renzo, Matteo Cosenza, Sandro Ruotolo, don Luigi Ciotti, Mario Bozzo è stato assegnato il Premio Speciale della Giuria per gli studî d’interesse antropologico e storico.

Lo scopo del Premio Cassano consiste nel promuovere gli studi demo-etno-antropologici, linguistici e storici sul territorio calabrese, partendo da una nuova campagna di ricerca sul campo, da una riscoperta e valorizzazione degli archivi locali, da un coinvolgimento delle giovani intelligenze calabresi nell’attività di ricerca, di illustri studiosi dell’Università della Calabria e di altre università italiane e straniere, come, del resto, sta già avvenendo, chiamati a prestare attenzione alla realtà calabrese, rilevandone le attuali caratteristiche e valorizzando quelle iniziative che, in modo spesso confuso, pur pullulano in più luoghi nel desiderio di riappropriazione della propria cultura, che pare distinguere le giovani generazioni.

Il Premio è destinato a studiosi antropologi, linguisti, etnomusicologi, storici di chiara fama, e a editori, che abbiano dedicato una collana alle discipline demo-antropologiche, linguistiche e storiche, per far conoscere ai Calabresi la loro opera e stimolarli, così, alla ricerca, ma anche per invitare detti studiosi a rivolgere le loro ricerche e i loro studi alla Calabria in modo sistematico, continuo e, infine, proficuo per ridisegnare la mappa delle condizioni sociali, antropiche, culturali della regione.

I veri fruitori, dunque, del Premio Cassano sono le giovani generazioni di Calabresi, siano essi studiosi, studenti delle scuole d’ogni ordine e grado, operatori scolastici e culturali, promotori locali di eventi interessati a una visione non superficiale della realtà calabrese.

Il Premio Cassano è stato fondato da Leonardo R. Alario, presidente dell’Istituto di Ricerca e di Studi di Demologia e di Dialettologia, cultore di Antropologia culturale e di Storia delle Tradizioni Popolari, membro della Consulta scientifica della Federazione Italiana Tradizioni Popolari. Il Premio si propone anche di segnalare il lavoro di ricerca intrapreso da giovani studiosi, assegnando un riconoscimento all’ Opera Prima.

La Giuria del Premio Cassano, presieduta da Ottavio Cavalcanti dell’Università della Calabria, e composta da Giuseppe Caridi dell’Università di Messina, Giampiero Givigliano e Giuseppe Trebisacce dell’Università della Calabria, e da Leonardo R. Alario, presidente dell’I.R.S.D.D. e ideatore del Premio, ha quest’anno assegnato, all’unanimità, il riconoscimento agli studiosi GABRIELLA D’AGOSTINO, Antropologa, per l’impegno profuso nella didattica e nella ricerca scientifica, in Italia e all’estero, tra gli esponenti di maggior rilievo della prestigiosa Scuola antropologica siciliana, attiva e qualificata, a livello internazionale, nel ripercorrere/ricostruire i tratti culturali dell’universo popolare; AURELIO MUSI, Storico, il quale, con il supporto di una incisiva documentazione proveniente da archivi nazionali e stranieri e di un’imponente e aggiornata bibliografiaha ricostruito in numerosissimi saggi e monografie – frutto di una pluridecennale attività di ricerca – importanti vicende politico-istituzionali, socio-economiche e culturali del Mezzogiorno d’Italia e dell’Europa in Età moderna. Con i suoi approfonditi studi, basati su un’efficace impostazione metodologica e condotti con estremo rigore scientifico, Musi ha recato alle tematiche trattate – dalla rivolta di Masaniello al feudalesimo europeo, dalla nazione napoletana al sistema imperiale spagnolo – un contributo originale e innovativo ponendosi nel solco della grande tradizione storiografica meridionale che ha avuto i massimi esponenti in Benedetto Croce e Giuseppe Galasso, di cui è stato un brillante allievo; SERGIO BONANZINGA, Etnomusicologo, per i rilevanti, meritori contributi teorico-metodologici nel settore dell’etnomusicologia, evidenziando, con rigore filologico esemplare, attualità e vitalità di un patrimonio culturale non sempre tenuto nella debita considerazione; Casa Editrice CITTÀ DEL SOLE, la quale, nata nel 1997 per iniziativa di Franco Arcidiaco, affermato giornalista e imprenditore nel settore dell’editoria, la si è progressivamente affermata nel panorama editoriale regionale e nazionale, grazie al lavoro di un gruppo competente e affiatato e alla pubblicazione di una serie di fortunati titoli (quasi un migliaio) e di indovinate Collane (più di venti), che spaziano dalla storia locale alla politica, dall’antropologia al cinema, dalla poesia alla narrativa, e che danno una caratterizzazione ben definita alla giovane casa editrice calabrese; SALVATORE PUNTILLO, drammaturgo, regista e attore, per vocazione e passione sulle tavole del palcoscenico, sul grande e piccolo schermo, frontiere toccate e varcate con la totale dedizione di una vita autentica dietro la maschera teatrale e la finzione recitativa; NICOLA PALDINO, presidente BBC Crati, per aver rilanciato il ruolo sociale della Banca, favorendo la promozione culturale ed economica della Calabria, intervenendo nel restauro d’importanti monumenti, valorizzando la creazione artistica di giovani talenti, e ponendosi, cosí, proficuamente, nella sequela di don Carlo De Cardona, alla cui opera costantemente si ispira nel suo quotidiano impegno di lavoro. ANTONINO BALLARATI, per il suo saggio La storia proibita dei Borbone, in cui delinea, con garbo e pacatezza, e senza cedere a tentazioni di vieta nostalgia di meridionalista attardato, o di anacronistica velleità neo-borbonica, le vicende, da cui, nella seconda metà del XIX secolo, il Meridione d’Italia fu travolto, sottolineando il ruolo di personaggi ritenuti minori, ed evidenziando intrighi interni alla corte e accordi internazionali, che portarono, in un quadro politico molto complesso e tormentato, all’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia.

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il Premio continua, dunque, ad arricchirsi della presenza di eminenti studiosi di chiara fama, dando testimonianza dell’importanza assunta, con gli anni, nel panorama della promozione della ricerca scientifica, e della funzione che sta svolgendo nel proporre la Calabria all’attenzione di intellettuali tra i maggiori del nostro tempo

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