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Cosenza – Prc Calabria: “Fermiamo la spirale d’odio”

“Il clima di cattiveria e discriminazione razzista che sta attraversando il Paese, favorito ed alimentato continuamente da esponenti dei Governi nazionali, prima dalla logica sottesa ai Decreti Minniti-Orlando e poi, con prepotenza ed evidenza, dalle esplicite dichiarazioni del ministro dell’odio Matteo Salvini e dai conniventi silenzi del parlamentari dei Movimento 5 Stelle, ha prodotto anche in Calabria, proprio il giorno di ferragosto, i suoi effetti nefasti” – scrive Pino Scarpelli, Segretario regionale Prc Calabria.

“Il brutale pestaggio subito a Falerna (Cz) da un cittadino domenicano – che evidentemente ha come “unica colpa”, agli occhi degli squadristi, di avere la pelle scura! – e da sua suocera, una signora di Lamezia, per giunta in presenza della compagna incinta, ci dice che è venuto il momento di innalzare tutti gli argini costituzionali e democratici possibili contro questa deriva xenofoba e fascista. Ci dice, inoltre, che vanno immediatamente applicate quelle leggi apposite che nel corso degli anni sono state approvate per combattere la reiterazione di tali episodi.
Proprio per questo, chiediamo con forza al Sindaco di quel comune ed al Prefetto di Catanzaro di attivarsi immediatamente, nel caso venisse confermata la circostanza che l’aggressione verbale, prima di quella fisica, sia stata messa in atto all’interno di un ristorante, affinché allo stesso locale venga sospesa e revocata la licenza.
In un Paese dove l’unico esercizio della politica sembra oramai mirato a seminare odio ed a criminalizzare la solidarietà, noi abbiamo tutta l’intenzione di continuare a portare avanti le nostre battaglie di civiltà. Così come vogliamo proseguire nel difendere e far conoscere, e se possibile replicare, un modello concreto di accoglienza come quello realizzato a Riace, proprio qui in Calabria, che viene decantato e studiato in tutta l’Europa e nel mondo.
Ci appelliamo, pertanto, a tutte le organizzazioni e associazioni democratiche ed ai cittadini liberi, chiedendo ad ognuno di fare la sua parte, prendendo posizione ed avviando percorsi concreti di opposizione culturale, sociale e politica contro l’affermarsi della barbarie e dell’inciviltà”.

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