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Corigliano-Rossano – La città incarna il lato popolare del blues

Corigliano-Rossano incarna il lato popolare del Blues. Una città, un territorio che ormai dopo tre lustri ha riservato all’interno del suo cuore uno spazio importante alla musica americana che si stringe tra il cielo e i campi di cotone. Si è chiusa con meritato successo, per le qualità artistiche espresse, per la dovizia organizzativa e per tutto il trasporto emozionale emanato dall’ottima musica, il Calabria Blues Passion 2018 – XVI Memorial Marco Fiume.

Due giorni di concerti nel contesto dell’Anfiteatro “Rino Gaetano” nel cuore del Lungomare Sant’Angelo di Rossano. Quattro concerti, con altrettanti artisti e band che hanno proposto brani personali e rivisitazioni dei grandi bluesman, come BB King e Ray Charles, sotto l’impeccabile direzione artistica di Maria Giulia Sorrentino.
Le due serate del festival, tenutosi gli scorsi martedì 17 e mercoledì 18 luglio, accompagnate dalla voce narrante di Anna Minnicelli che ha accompagnato i presenti in un vero e proprio viaggio nella musica nera, hanno riscosso – anche quest’anno – grande successo di presenze e di pubblico.
Che dire – chiosa il direttore artistico e presidente dell’Associazione Marco Fiume organizzatrice del Calabria Blues Passion, Maria Giulia Sorrentino, al termine di un festival carico di emozioni – anche quest’anno ce l’abbiamo fatta. Da soli ma con tanta forza abbiamo realizzato per la sedicesima volta il sogno di Marco, quello di portare nella sua terra natia un pezzo di America. E ci siamo riusciti grazie ad un pool di artisti fenomenali che hanno voluto onorare quello che ormai, a parere di molti, è diventato l’unico ed il più importante appuntamento di musica blues dell’intera Calabria. Un ringraziamento particolare ad Enel SpA che anche quest’anno ci ha fregiati della sua mainsponsorship e al Comune di Corigliano-Rossano e alla Regione Calabria per il patrocinio. Spero sia stato un festival gradevole. Quest’anno – dice Maria Giulia Sorrentino – è stato un festival all’insegna del pianoforte, del keyboard come lo definiscono gli americani, che è riuscito a spaziare dal blues al jazz con raffinate punte di rock’n’roll e soul. Insomma un riassunto perfetto di questi sedici anni di festival che tra alti e bassi continua a rimanere un appuntamento, ormai storico, della programmazione culturale regionale, aperto a tutti – conclude – e totalmente gratuito.
Intanto, il Calabria Blues Passion 2018 – XVI Memorial Marco Fiume, che ha mandato in delirio le oltre duemila persone che nelle due serate hanno seguito i concerti, entrando in stretta empatia con gli artisti, è stato un vero e proprio viaggio sensoriale tra la Georgia, il Mississipi e Luisiana. L’armonica travolgente degli Swamp & The Dirty Water, le note frenetiche sulla testiera di Lola Gulley, la regina di Atlanta, finendo al blues meridionale del giovanissimo Mat Pascale e alla sperimentazione musicale del Mario Donatone Trio, un gruppo jazz/blues/soul che suona senza percussioni ma trasmette melodie perfette racchiuse tra chitarra, piano e voci. E poi un’improvvisata finale, la grande Jam Session con tutti gli artisti della sedicesima edizione sul palco nel ricordo vivo di Marco: il musicista calabrese in America.

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