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Reggio Calabria-Dott. Tromba:”Funzionamento tiroide alla base buona qualità di vita”

Siamo pronti per le tanto aspettate vacanze: se si è affetti da patologie alla tiroide come dobbiamo comportarci?

Questa è la domanda che abbiamo fatto al Dott. Domenico Tromba specialista endicrinologo ASP 5, Consigliere dell’Ordine dei Medici di Reggio Calabria oltre a Coordinatore Osservatorio epidemiologico della Calabria presso Unical e membro del Cda dell’Università di Messina. Il 10/15% della popolazione italiana soffre di disturbi alla tiroide. Esiste un collegamento tra mare e salute. Il mare, il sole, il riposo, l’aria ricca di ossigeno, la vacanza sono sicuramente salutari per tante patologie e anche per la tiroide. La tiroide, detta “ghiandola della vita”, condiziona il corretto utilizzo energetico dei nostri organi. Manda a tal fine ad ogni cellula un messaggio (ormone tiroideo) che è la chiave di comando dei meccanismi di consumo calorico cellulare. La sua alterata produzione causata da varie patologie, condiziona crescita-sviluppo- e funzionamento di organi e apparati. La materia prima per la produzione dell’ormone tiroideo è lo iodio.

«Lo iodio è la benzina della tiroide perchè è un elemento fondamentale per la sintesi degli ormoni tiroidei. Questi svolgono un ruolo fondamentale nelle fasi dello sviluppo e nel mantenimento dell’equilibrio metabolico dell’organismo. In una persona sana il fabbisogno giornaliero di iodio è di 150 microgrammi, quantità che aumenta in gravidanza, poiché il feto ha bisogno di iodio per sviluppare il sistema nervoso, e durante l’allattamento fino a 250/300 microgrammi».

In quali alimenti è presente una più alta concentrazione di iodio?

«Pesce azzurro e latte. Per apportare al nostro organismo la quantità di iodio necessaria, infatti, basterebbe bere due bicchieri di latte al giorno e consumare pesce azzurro una/due volte la settimana».

Il mare fa bene alla ghiandola?

«Dobbiamo purtroppo sfatare un vecchio mito: nell’aria dei nostri mari non c’è più iodio; per tale motivo oggi troviamo questa patologia ovunque sia al mare che in collina o montagna. Questo sfata la credenza che l’aria di mare influenzi in modo sensibile la concentrazione di iodio nell’organismo ma ciò non vuol neanche dire che non faccia bene alla nostra tiroide».

Quali sono le categorie più a rischio di sviluppare patologie alla tiroide?

«Le donne sono più esposte ai disturbi endocrini e dunque più a rischio di soffrire di ipertiroidismo e di ipotiroidismo in quanto più esposte a squilibri ormonali. Inoltre, le donne in gravidanza e i neonati sono più sensibili alla carenza di iodio. Anche i contraccettivi possono alterare la funzione tiroidea in quanto riducono l’efficacia della terapia per l’ipotiroidismo rendendo di solito necessaria una dose più alta di supplemento di ormoni tiroidei. A questo proposito va detto come nl 30% dei casi di ipotiroidismo nelle donne sono associati problemi ginecologici e in particolare la sindrome dell’ovaio policistico caratterizzata da disturbi mestruali, peluria ecc.».

Quindi, chi soffre di tiroide deve evitare le vacanze al mare?

«Evitare le vacanze al mare per timore dell’effetto dello iodio, in particolare se è presente una situazione di ipertiroidismo, non solo è errato perché la quantità di iodio che si respira al mare non ha un’influenza significativa sulla tiroide. E’, invece, il caldo, presente a mare, ad accentuare i sintomi nell’ipertiroideo: agitazione, irritabilità, tachicardia, intolleranza al caldo ecc. Quindi l’unico consiglio che mi sento di dare ai soggetti con ipertiroidismo, in questo periodo in cui ci prepariamo per andare in vacanza, e di avere alcuni accorgimenti, e cioè: cercare di non sudare molto; ridurre il più possibile l’esposizione nelle ore più calde; ridurre l’utilizzo di sale iodato; ridurre il consumo di: pesce azzurro, crostacei, ma anche pesci come merluzzo, salmone non di allevamento, bronzino, sgombro, alici e calamari, fagioli e alghe essiccate. Viceversa, per chi, invece, soffre di ipotiroidismo, il mare è un toccasana cosi come per chi soffre di artrosi, osteoporosi e insufficienza venosa. L’insieme di tutte le condizioni climatiche che caratterizzano l’ambiente marino contribuiscono a stimolare la tiroide che migliora la sua funzionalità. Questi benefici sono ancora maggiori se la località scelta per le vacanze al mare è ventosa e con scogli: quando le onde si infrangono si crea il cosiddetto “Aerosol marino” (cloruro di sodio/ magnesio/ manganese/fluoro e iodio) che trasportato dal vento esercita una forte azione terapeutica sulla tiroide. Possiamo concludere, in sintesi, che sia chi soffre di ipertiroidismo che chi soffre di ipotiroidismo può fare le proprie vacanze al mare e solo l’ipertiroideo deve adottare qualche piccolo accorgimento».

 

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