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La Associazione “ReggioViva” chiede trasparenza sui conti del Comune

Secondo la Costituzione italiana una buona Amministrazione deve agire avendo sempre come riferimento i tre parametri della efficienza, della efficacia e della economicità. In particolare, ogni Comune deve o dovrebbe analizzare i bisogni della popolazione e del territorio e di conseguenza reperire le risorse finanziarie necessarie per soddisfarli avendo cura di ottimizzare le spese e ridurre gli sprechi.Per fare ciò è necessario che prima sappia su quali risorse può contare per avere contezza di cosa è possibile assicuraree garantireai cittadini,come in una normale famiglia nella quale si sa quali sfizi e quali spese ci si può permettere– è quanto dichiara in una nota la Associazione “ReggioViva”.

Ma il Comunedi ReggioCalabrianon può (o non vuole?) sapere cosa si può permettere. Ormai da tempo immemorabile ogni iniziativa, ogni proposta, ogni idea viene bloccata sul nascere dalla frase: “non ci sono soldi”. Bene, ne prendiamo atto. Tuttaviasarebbealloraopportuno sapere su quanti soldiesattamente sipuò contaresenza una semplicistica approvazione di generici documenti di programmazione e di sommari bilanci di previsioni triennali molto difficili da comprendere per i cittadini.

In altri termini, ci vuole trasparenza. Trasparenza sul bilancio, trasparenza sui conti, trasparenza sulle voci di entrata e di spesa.Nei fatti e non a parole. Da un lato non si chiede di avallare artifici contabili e bilanci allegri ma, dall’altro lato, sarebbe opportuno non fare più riferimento ad indebitamenti del passato quasi come se essi fossero una giustificazione per l’immobilismo della azione pubblica. Tutto ciò nell’ottica costruttiva di risollevare la nostra città e riconoscendo comunque gli enormi sforzi prodotti dalla attuale Amministrazione. Al riguardo, è da apprezzare il censimento del Patrimonio comunale finalizzato alla vendita di alcuni beni pubblici per rientrare dal debito ma non sarebbe stato forse più opportuno procedere prima ad approvare il relativo regolamento che deve disciplinare appunto la cessione (e la locazione) dei beni del Comune?

Riguardo alle entrate si ritiene indispensabile sapere quanto il Comune confida di incassare – al netto delle mancate riscossioni – riguardo ad esempio al gettito derivante dall’IMU, dalla TASI e dalla addizionale comunale IRPEF che fanno scontare ai cittadini in assoluto le aliquote tra le più alte di tutta Italia. E riguardo alle voci di spesa? Queste sono influenzate dal piano di rientro ma non è dato sapere quale ad oggi sia esattamente il debito dal quale noi reggini dobbiamo rientrare. E’ stato recentemente riferito che l’Amministrazione sconta un deficit iniziale di circa 30 milioni di euro per partite debitorie ancora in via di definizione ma la Corte dei Conti sembra essere di diverso avviso. E ciò senza tenere conto, da un lato, dei debiti fuori bilancio e fuori controllo dei quali pare che non si abbia contezza ma, dall’altro lato, che esistono strumenti di fundraising i quali possono trasformarsi in fonti di guadagno per le casse comunali se attivati con la finalità di sviluppare il territorio.

E’ necessario in definitiva che una volta per tutte siano chiariti i conti per potere ripartire nell’interesse di Reggio e di tutti i reggini che – pur riconoscendo le enormi difficoltà nelle quali opera la Amministrazione – chiedono principalmente una cosa: trasparenza” – conclude la nota della Associazione “ReggioViva”.

 

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