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Catanzaro – In scena la commedia “1996 Primo Tempo”

Mercoledì prossimo, 18 aprile, presso l’auditorium del seminario “S. Pio X” alle ore 19, andrà in scena “1996 Primo Tempo”. La commedia prende spunto da un originale percorso di ricerca e scrittura creativa che il regista Salvatore Emilio Corea e lo staff di Edizione Straordinaria hanno ideato e programmato nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, in collaborazione con l’istituto tecnico “Bruno Chimirri” di Catanzaro e il Centro Calabrese di Solidarietà. “1996 Primo Tempo” segna dunque il debutto del gruppo di allievi dei corsi di recitazione, tutti esordienti, assieme ad alcuni allievi della scuola di teatro “Enzo Corea”.
Nella cornice vagamente pasoliniana di un campetto di calcio di periferia, si svela un mondo genuinamente popolare fatto di ragazzi e ragazze, in una commistione di genere, di età, di ceto sociale, di psicologia, che cerca di mettere a fuoco lo sguardo di un adolescente verso il futuro. Sogni, frustrazioni, gioie, innamoramenti che germogliano e avvizziscono: tutto è proiettato sullo sfondo di una rimessa laterale, di un corner, di un calcio di punizione. Lo schema classico delle ragazze che fanno da pubblico e dei ragazzi che giocano è sovvertito dall’esuberante presenza di ragazze che giocano e dall’ingombrante disillusione di ragazzi che stanno in panchina a guardare. Il gioco drammaturgico è stato per molti versi generato dalla partecipazione diretta dei ragazzi all’elaborazione di un’idea che richiama in ognuno di noi nostalgie e suggestioni che attraversano le generazioni e dunque ha un sapore universale e fuori dal tempo. È in un certo senso la riproposizione del conflitto tra il pieno del passato e il vuoto del futuro, del peso del destino e dell’aspirazione eroica della tragedia greca. Ma la scelta di regia è quella di coniugare questi vecchi temi in una forma moderna e attuale, in un lessico e in un sentimento che i ragazzi esercitano quotidianamente, per evidenziare senza retorica il loro approccio con un futuro che mai come oggi fosco e incerto, mediandolo con lo strumento formidabile della disciplina Teatrale.
“Il nostro intento – ha spiegato Corea – è stato utilizzare il meccanismo dell’alternanza scuola-lavoro per dare un ruolo autenticamente attivo ai ragazzi. Abbiamo cercato di farlo con gli strumenti dell’arte scenica ma soprattutto con quelli della cultura endogena, per evitare modelli formativi che annullando le peculiarità finiscono per creare omologazione. Giovani dunque protagonisti nella propria terra contro ogni rassegnazione”.

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