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Associazioni Animaliste Calabria a colloquio con Callipo e Scura

Associazioni Animaliste Calabria a colloquio con Callipo e Scura

Appena nato e già pienamente operativo, il Coordinamento delle Associazioni Animaliste Calabria rappresentato dall’Avv. Mariella Cipparrone si prefigge di dialogare con le Istituzioni locali e regionali preposte, per tentare di arginare il drammatico fenomeno del randagismo che nel Sud ha raggiunto numeri allarmanti.
Detto, fatto: la stessa portavoce Mariella Cipparrone e i rappresentanti delle Associazioni aderenti al Coordinamento, accompagnati dal dott. Gianluca Grandinetti – componente della Task Force di Medicina Veterinaria della Regione Calabria – il 17 aprile ultimo scorso sono stati ricevuti nella casa comunale di Pizzo Calabro dal Sindaco e Presidente dell’Anci Calabria, Dott. Gianluca Callipo.
Scopo dell’incontro voluto dal Coordinamento è stato quello di invitarlo, nella sua qualità di Presidente regionale dell’Anci, a dare spazio alla questione randagismo per spingere i Comuni calabresi ad affrontare concretamente il problema dei canili sanitari provinciali e del randagismo.
Il Presidente Callipo ha quindi manifestato la ferma volontà di risollecitare la Conferenza dei Sindaci dei capoluoghi di provincia, assicurando che farà il possibile per «sensibilizzarli sull’importanza di attuare celermente le disposizioni previste dalla legge di contrasto al randagismo, evidenziando altresì la disponibilità delle Associazioni animaliste ad incontrare i Sindaci per lavorare in sinergia».
Ancora: nella mattinata di ieri mercoledì 18 aprile, a Palazzo Alemanni in quel di Catanzaro, il Commissario ad acta del SSN, Ing. Massimo Scura, ha incontrato Mariella Cipparrone per manifestarle il proprio plauso alla costituzione del Coordinamento delle Associazioni, esprimendo altresì apprezzamento per la posizione assunta dal Presidente Callipo di incontrare i Sindaci per affrontare il fenomeno del randagismo e garantendo la propria presenza alla Conferenza stessa, «al fine di addivenire a una soluzione condivisa del problema».
Al colloquio con il Commissario Scura è stato presente anche il dott. Gianluca Grandinetti che, in qualità di componente della Task Force che coadiuva la Struttura Commissariale, ha dato la sua disponibilità ad affiancare il Coordinamento delle Associazioni Animaliste Calabria in questo percorso, confermando il completo appoggio a tutte le iniziative e auspicando che altre Associazioni possano unirsi ad esso, in quanto «fermamente convinto del fatto che solo l’unione costruttiva, nella condivisione di specifici obiettivi, possa portare a risultati concreti».
Dieci le Associazioni che attualmente compongono il Coordinamento e che, con i loro rispettivi Presidenti, non si rassegnano alle tristi scene di cani e gatti denutriti che circolano nelle città, nei paesi e nelle contrade della Regione Calabria, tra l’indifferenza di tanti: Adozione Argo Onlus di Cirò Marina (KR); Oipa Italia Onlus, delegazione di Cosenza; Lav, delegazione di Vibo Valentia; L.i.d.a., sezione di Cervicati (CS); Animalisti Italiani Onlus, sede di Gioia Tauro (RC); Iapl Italia Onlus, delegazione di Cosenza; Rossano dacci una zampa (CS); Enpa, sezione di Pizzo Calabro (VV); Enpa, sezione di Castrovillari (CS); Enpa, sezione Rende-Cosenza (CS).
«Non vogliamo disturbare nessuno – ha dichiarato la Cipparrone – ma desideriamo soltanto che sia dato seguito e attuazione alle leggi nazionali e regionali che disciplinano la materia del randagismo e che attribuiscono specifiche competenze e responsabilità a Sindaci e Aziende Sanitarie Provinciali nella gestione dei randagi. Eliminare o quantomeno iniziare a ridurre il numero degli animali vaganti sul territorio si può e, in tal senso, le norme prevedono una serie di iniziative a carico dei soggetti pubblici che spaziano dall’educazione dell’uomo al corretto rapporto uomo-animale, all’informazione e, principalmente, alla sterilizzazione per controllare le nascite e prevenire la presenza di randagi sui territori. Si tratta di un segnale di civiltà, che ha lo scopo di risolvere un problema socio- economico e anche di pericolo per l’incolumità pubblica e contribuisce a restituire un’immagine degna della nostra magnifica Regione».

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