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Wanda Ferro (FDI) su possibile taglio risorse per mobilità passiva

“La mobilità passiva non si può ridurre con tagli ragionieristici che rischiano di compromettere il diritto alla salute dei cittadini, ma migliorando la qualità dell’assistenza nelle regioni meridionali. La Calabria, in particolare, con i suoi 319 milioni di passivo, è la regione fanalino di coda rispetto alla spesa per emigrazione sanitaria, segno che anni di commissariamento e di piano di rientro hanno fallito il loro compito, costringendo migliaia di cittadini a rivolgersi alle strutture delle regioni del Nord per curarsi adeguatamente”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, commentando la notizia del possibile taglio delle risorse per la mobilità sanitaria, in discussione nella Conferenza Stato-Regioni. “Se fosse confermata, la notizia sarebbe preoccupante. E’ assolutamente condivisibile infatti la necessità di ridurre la spesa relativa alla mobilità passiva, che sottrae risorse importanti alla Calabria a vantaggio delle realtà del Nord. Quelle risorse dovrebbero essere piuttosto destinate a migliorare il livello qualitativo dei servizi offerti dalle strutture sanitarie della regione, che oggi operano tra grandi difficoltà e spesso riescono a offrire i servizi soltanto grazie alla professionalità e alla dedizione di medici e operatori, e a potenziare quelle strutture di eccellenza pubbliche e private che non hanno nulla da invidiare rispetto a molte realtà del nord, ma che sono penalizzate dalla carenza di risorse adeguate e dal generale sentimento di sfiducia che i cittadini nutrono nei confronti del sistema sanitario regionale. E’ evidente però che, finché non si riuscirà ad innalzare il livello della qualità assistenziale in Calabria, non si può pensare di fare far ricadere sulle spalle degli ammalati e alle loro famiglie i guasti prodotti da decenni di cattiva gestione del sistema sanitario”.

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