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Cosenza – Il Moscato di Saracena si racconta

Il Saracena Wine Festival sarà aperto dalla più grande degustazione mai fatta del vino antichissimo, oggi Presidio Slow Food. Esempio virtuoso della tradizione vitivinicola del borgo del Pollino
Ha resistito al tempo grazie ad un grande tessuto artigianale di cittadini che, di padre in figlio, hanno tenuto vivo il metodo di produzione tramandandolo di generazione in generazione. Un vino antico, di cui già nel Cinquecento se ne registra traccia. I barili di Moscato di Saracena erano imbarcati a Scalea per essere consegnati alla corte papale. Il papa Pio IV usava consumare il Moscato di Saracena alla sua tavola. Così come Guglielmo Sirleto, il cardinale calabrese Prefetto della Biblioteca Vaticana, che ne era particolarmente ghiotto. Anche i viaggiatori del Grand Tour lo citano negli scritti delle loro esplorazioni in Calabria.
Quel nettare prezioso e prodotto con un disciplinare unico al mondo, grazie alla passione di pochi eroici produttori, è ritornato prepotente sulla scena vitivinicola regionale e nazionale, guadagnandosi il titolo di Presidio Slow Food. Fino a quindici anni fa praticamente inesistente sulle guide di settore, in pochi anni è stato riconosciuto come un prodotto favoloso diventando il vino calabrese più premiato nelle guide vitivinicole italiane.
Oggi è riconosciuto come un vero e proprio ambasciatore della tradizione enologica regionale. Al Saracena Wine Festival, venerdì 23 marzo alle ore 17.00, Marco Sabellico, curatore nazionale della guida vini del Gambero Rosso, guiderà il pubblico nella più grande degustazione mai tenuta sul Moscato di Saracena. Tutti i produttori locali si ritroveranno insieme presso l’Auditorium Orti di Mastromarchi per raccontare la storia, il fascino ed il gusto di questo grande presidio territoriale che è il vero testimonial di Saracena nel mondo.
«Dobbiamo cogliere questo momento perché soltanto attraverso l’unione, la collaborazione tra i produttori, la Calabria può rilanciarsi sul panorama nazionale per raccontare al pubblico ed ai giornalisti di settore la straordinaria storia e complessità della ricchezza produttiva che ha segnato la nostra viticoltura – dichiara Luigi Viola, presidente dell’associazione produttori del Moscato di Saracena – Con il wine festival Saracena si propone come volano per il rinascimento del vino calabrese».

Per produrlo nel mese di settembre viene raccolta l’uva moscatello che si lascia appassire su graticci ombreggiati per circa un mese. Le prime settimane di ottobre si vendemmiano la guarnaccia e la malvasia che servono a dare la base del mosto. Queste altre due uve, tipiche del territorio, vengono pigia-diraspate e concentrate tramite bollitura. Il mosto delle uve di moscato bianco appassite, sottoposte ad accurata cernita per eliminare gli acini non adatti e pigiati manualmente, viene aggiunto al mosto ristretto apportando oltre agli aromi tipici del moscato anche i lieviti necessari per attivare la fermentazione alcolica che proseguirà sino al suo naturale arresto lasciando comunque e sempre un importante quantità di zuccheri ancora da fermentare i quali conferiranno al prodotto la dolcezza che lo caratterizza.
A questo straordinario prodotto, unitamente alla Podolica Calabrese (altro presidio Slow Food), è dedicata al cena tributo che vedrà protagonisti gli chef Gennaro Di Pace (Osteria Porta del Vaglio) Antonio Biafora (Biafora Restaurant), Emanuele Lecce (Tavernetta), Nino Rossi (Qafiz) del collettivo Cooking Soon e Filomena Palmieri (Da Filomena).
«Il Saracena Wine Festival – ha commentato il Sindaco di Saracena, Renzo Russo – è un momento importante per accendere i riflettori sulla nostra comunità ed i produttori che con grande abnegazione e sacrificio continuano una storia produttiva unica al mondo. Con questo evento abbiamo scelto di accendere i riflettori su Saracena, sulle sue produzioni di qualità, sul patrimonio storico-artistico, sul suo bellissimo borgo antico. Grazie ai grandi nomi del giornalismo italiano che arriveranno in città nei prossimi giorni il SWF ci offrirà una vetrina importante per raccontare all’Italia ed al mondo la ricchezza enologica di cui siamo testimoni storici».
I vini in degustazione saranno Maradei, Moscato Passito di Saracena 2016, Cantine Viola, Moscato Passito di Saracena 2015, Giuseppe Calabrese, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Pandolfi, Moscato Passito di Saracena 2015, Diana, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Laurito, Moscato Passito di Saracena 2015, Feudo dei Sanseverino, Moscato Passito di Saracena 2011.
Sempre nella prima giornata dell’evento alle ore 19.00 Gae Saccoccio, editor, wine philosopher e food explorer presso naturadellecose.com, guiderà il secondo appuntamento tecnico della giornata con una degustazione dedicata al vino artigianale. “Vecchia, giovanissima Calabria” proporrà un viaggio esplorativo tra le esperienze produttive ed i vini di Santino Lucà (Mantonico Passito Igt 2013), L’Acino (Mantonicoz Calabria Igt 2014), Cataldo Calabretta (Ansonica Calabria Igt 2014), Maradei (Dramis Calabria Igp Bianco 2016), ‘A Vita (Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2010), Traclò (Lanò VdT 2015), Giuseppe Calabrese (Terre di Cosenza Dop 2015), Casa Comerci (Granatu Calabria Igt 2016).

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