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Cisl su 8 marzo: più tutele per conciliare vita e lavoro

È l’obiettivo di tutte le iniziative promosse ed organizzate dalla Cisl in tutta Italia in occasione della Giornata Internazionale della Donna in programma domani.
La Cisl ha aderito quest’anno, in particolare, a due Campagne promozionali, ‘Stop Gender Based Violence at Work’, promossa dal sindacato mondiale (ITUC/CSI) e rivolta alla sensibilizzazione dei singoli governi per sostenere la necessità di una Convenzione/Raccomandazione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) contro la violenza e le molestie nei luoghi di lavoro.
E poi la mobilitazione promossa dal sindacato europeo (ETUC/CES) per sollecitare l’approvazione della bozza di Direttiva europea, attualmente in discussione al Consiglio Europeo, destinata a promuovere l’occupazione femminile e sostenere la scelta della maternità, attraverso più tutele per le donne in modo da realizzare una vera conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa.
La direttiva è particolarmente importante perché, ancora oggi, le donne pur essendo a pieno titolo protagoniste della società, dell’economia, della politica e delle Istituzioni subiscono ingiustificate ed inaccettabili discriminazioni con una parità che, molte volte, si rivela solo formale.
Significativo, in questo senso, è il lavoro, la sua remunerazione, la possibilità di conciliarlo con la maternità e la vita familiare.
In Italia, ad esempio, lo scarto tra occupazione maschile e femminile è di oltre venti punti percentuali e persiste la differenza salariale di genere; il divario tra la remunerazione di un uomo e quella di una donna è del 10,9%, una differenza che sale addirittura al 36,3% fra i laureati.
“La differenza salariale – sottolinea il neo segretario generale della Cisl di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Francesco Mingrone – è dovuta a numerosi fattori, si va dalla sottovalutazione del lavoro femminile alla mancata remunerazione del lavoro domestico, dalla minore partecipazione al mercato del lavoro al livello di qualifiche assunte fino alla vera e propria discriminazione.
E’ chiaro – prosegue Mingrone – che si tratta di una situazione insostenibile e che ci spinge ad un impegno quotidiano orientato da una precisa impostazione, il quadro normativo è chiaro ed occorre rafforzare le tutele attraverso una contrattazione responsabile, innovativa e moderna anche e soprattutto sotto il profilo del welfare facendo rientrare in quest’ultimo anche tutte le forme di flessibilità che consentono di conciliare vita lavorativa e familiare”
Attuale e drammatico è poi il tema delle violenze e dei femminicidi, cosi come documentato dalla relazione conclusiva – approvata lo scorso 06 febbraio – della Commissione di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.
In base ai dati dell’ultima indagine sulla sicurezza delle donne, nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (e cioè 6 milioni 788 mila donne), quasi una su tre (il 31,5%), riferiscono di aver subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale, dalle forme meno gravi, come lo strattonamento o la molestia, a quelle più gravi, come il tentativo di strangolamento o lo stupro.
Il 10,6 % delle donne dichiara di aver subìto una qualche forma di violenza sessuale prima dei 16 anni.
“I numeri – sottolinea Nausica Sbarra, Coordinatrice Donne Cisl Calabria – valgono più di molte parole ed è sempre opportuno ricordare come ogni due giorni e mezzo in Italia muore una donna per mano di chi dice di amarla.
La violenza di genere e i drammatici episodi di femminicidio richiedono un impegno costante e quotidiano ed è per questo che la Cisl Calabria ha scelto di celebrare la giornata dell’8 marzo aderendo alle iniziative nazionali promosse dalla Cisl e ritrovandosi a Cirò Marina nel primo anniversario della scomparsa di Antonella Lettieri, barbaramente uccisa proprio il giorno della festa della donna.
Noi consideriamo l’8 marzo – conclude Sbarra – non solo e non tanto una celebrazione formale ma l’occasione sostanziale per richiamare tutti alle loro precise responsabilità, stimolando la condivisione di quei percorsi di rappresentanza, aiuto e sostegno delle donne che si trovano in una condizione difficile.
Rispondono a questa logica, ad esempio, i corsi di autodifesa che come Coordinamento donne della Cisl organizziamo in Calabria o, ancora, l’istituzione di uno sportello antiviolenza proprio a Cirò Marina”

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