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Reggio Calabria, incontro “Eleonora Duse: per Amore, per Fede, per esistere”

Promossa dall’Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con il Comune di Reggio Calabria e la Biblioteca “Pietro de Nava” si terrà giovedì 22 febbraio dalle ore 16,45 presso la Sala Spanò Bolani della Biblioteca l’incontro sul tema “Eleonora Duse: per Amore, per Fede, per esistere”, conversazione della Dr.ssa Marilù Laface dedicata alla figura di Eleonora Duse (1858-1924) nel 160° anniversario della nascita dell’ attrice. “Per salvare il teatro bisogna distruggere il teatro. Gli attori e le attrici devono morire tutti di peste… essi rendono l’arte impossibile”. Era questo il pensiero di Eleonora Duse, una delle più grandi attrici del secolo scorso. Donna eclettica con uno stile recitativo totalmente rivoluzionario rispetto alla maggior parte degli attori dell’epoca. Figlia d’arte, inizia a recitare a quattro anni quando, per rendere più realistico il suo pianto, veniva picchiata sulle gambe prima di salire sul palcoscenico. Iniziava già, da queste prime esperienze, a comprendere ciò che il pubblico desiderava dedicandosi interamente alla ricerca dei sentimenti vissuti attraverso i suoi personaggi. L’inizio della sua carriera interpretativa è d’impostazione classica ma già a vent’anni sceglie di ribellarsi ai clichés e ricercare nuovi stimoli passando da una compagnia all’altra. Le sue vicende personali segnano profondamente anche il suo percorso artistico ma è l’incontro con Gabriele d’Annunzio che segna una svolta positiva per entrambi. Lui si avvicina al teatro e si innamora dei classici greci, lei si innamora di lui attraverso le sue parole, i suoi pensieri e le sue idee diventando la rivelatrice sull’altare del sacro fuoco dei segreti racchiusi nelle parole del Vate. Chiunque abbia conosciuto la Duse prima di questa frequentazione afferma che il suo stile recitativo si modifica nel corso della loro relazione. Approfondiranno le loro conoscenze frequentando musei e luoghi di cultura e scambiandosi impressioni su musica, pittura, scultura ed anche “natura”, traendone ispirazioni continue. Il loro rapporto consisteva in un sodalizio intellettuale e la conferma ci arriva anche dal fatto che la Duse autorizzò la pubblicazione del capolavoro “Il fuoco”, in quanto ritenne di non voler “…sottrarre un capolavoro alla letteratura italiana”. La descrizione romanzata della loro relazione non è soltanto “una scabrosa prosa poetica” ma è anche la descrizione di un’artista meravigliosa che ipnotizzava il pubblico mentre in trance faceva vivere i personaggi  risvegliandosi alla fine dello spettacolo tra il fragore degli applausi. La sua modernita’ ispirerà Konstantin S. Stanislavsij, ideatore dell’omonimo metodo che nel “Il lavoro dell’attore su se stesso”, pubblicato per la prima volta nel 1956, a proposito del monologo interiore che precede l’azione scrive:”…Io mi ricordo perfettamente la Duse nella Signora delle camelie…, come scriveva la lettera ad Armando. Sono passati più di dieci anni ma ancora adesso ricordo ogni minimo particolare, ogni gesto…” È così che il mito di Eleonora Giulia Amalia Duse è riuscito a sopravvivere per le generazioni future, ma tutto quello che lei sa di aver fatto è abitare la sua vita…per amore per fede per esistere!

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